QUANDO LEONARDO DI CAPRIO GIRÒ ALL’ALBA A CAMPO IMPERATORE UN PROFETICO SPOT


L’AQUILA – Se qualcuno nell’agosto del 2000 vi avesse raccontato che il più famoso attore del momento, l’idolo delle ragazzine di tutto il mondo, Leonardo Di Caprio, si era recato in gran segreto in quei giorni alle cinque del mattino sul Gran Sasso, giocando con alcuni insetti, voi gli aveste creduto? Molto probabilmente no, vi sareste anzi messi a ridere, ed è quello che fecero in molti, salvo poi ricredersi quando furono diffuse via internet le prime sorprendenti immagini del filmato.

I più svelti allora ricollegarono la notizia con il fatto che Di Caprio era impegnato da alcuni mesi, a Roma, nel blindatissimo set di Cinecittà di Gangs of New York di Martin Scorsese, e in effetti è proprio grazie alla presenza dell’attore in Italia che i produttori dello spot pubblicitario in questione riuscirono a convincerlo con l’allettante promessa di un bel gruzzolo di dollari supplementari da guadagnare in pochi minuti durante il giorno di pausa della lavorazione del film.

Ed ecco allora che all’alba del 31 agosto il ventiseienne Di Caprio si sdraiava rilassato (e probabilmente assai infreddolito) sull’invitante prato di Campo Imperatore, per girare quello che risultò poi essere uno spot innovativo e in controtendenza della Telecom: lo ricorderete, l’attore era seduto e rilassato tra gli insetti, e quando il suo personal communicator dell’epoca lo informava che aveva ricevuto un messaggio, lui scriveva “non adesso”.

Si trattò di uno dei primi, profetici inviti da parte di un gestore telefonico verso i suoi utenti a prendersi un attimo di pausa dalla sempre più invadente tecnologia, e prima del bel Leonardo questa pubblicità della Telecom aveva coinvolto trattando tematiche simili altre star come Woody Allen e Marlon Brando, e addirittura un politico della fama di Nelson Mandela.

Per girare questo episodio, senza dubbio il più iconico e riuscito della serie, fu chiamato un regista allora noto per aver diretto videoclip di rockband internazionali, l’inglese Chris Cunningham, per dare un tocco giovane e informale alle riprese.

In realtà oggi, a distanza di anni, queste immagini suscitano anche una certa ilarità perché l’attore era invero all’epoca un pochino sovrappeso, e più che il longilineo figurino che è oggi, finalmente vincitore anche dell’Oscar, ricordava in realtà Roman Burtsev, il paffuto sosia russo che l’anno scorso ha recitato nei suoi panni in una simpatica pubblicità della vodka che ha fatto ovviamente il giro del mondo.

Al di là del clamore che suscitò la presenza di una star internazionale in una pubblicità italiana, per di più girata sul Gran Sasso, lo spot fece riflettere per la prima volta sui pericoli reali di un possibile intasamento della propria vita dovuto alla eccessiva comunicazione, e a pensarci oggi la cosa ha un sapore amaro, perché si era in epoca pre-social, e forse se questi messaggi fossero stati notati e raccolti maggiormente non ci troveremmo oggi con i reali problemi che tutti conosciamo e che stanno effettivamente minando la qualità della nostra vita.

*critico cinematografico

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