ROBOT EDUCATIVO E POSTAZIONI TOUCH: NASCE NELLA SCUOLA PRIMARIA DI FOSSA LA PRIMA “AULA 4.0”


FOSSA – 18 postazioni, 5 computer di ultima generazione, un monitor touch e l’utilizzo della robotica educativa sperimentale Kubo. Sono le novità che aspettano i piccoli della scuola primaria di Fossa (L’Aquila), porta della valle del Medio Aterno, in un progetto che eloquentemente si chiama “Aula 4.0”.

L’istituto scolastico comunale è il primo della provincia dell’Aquila ad aver sposato il progetto Kubo (nella foto): un robot educativo basato sulla logica del puzzle. Grazie a un sistema messo a punto per alunni da 4 a 10 anni, Kubo insegna ai bambini a programmare prima ancora che siano in grado di leggere e scrivere.

Il linguaggio di programmazione è pensato come un puzzle tangibile, intuitivo e slegato da computer o dispositivi. Le mattonelle “TagTile” possono essere combinate in sequenze e percorsi diversi per creare stringhe di codice sempre più complesse via via che i piccoli alunni acquisiscono nuove competenze o affinano abilità latenti. La sua flessibilità lo renderebbe adatto a numerose materie come la musica, la matematica o l’italiano.

Il progetto “Aula 4.0” della primaria di Fossa prevede inoltre un carrello mobile per la ricarica di 36 dispositivi, dotato di un monitor interattivo, cinque computer aggiuntivi rispetto ai già presenti nell’istituto, un monitor con touch interattivo di 65 pollici, che può arrivare fino a 20 tocchi simultanei e l’utilizzo di tecniche che sfruttano la realtà aumentata attraverso libri e tablet.

“Investire nella scuola e nella didattica vuol dire costruire il futuro di una comunità – afferma a Virtù Quotidiane il sindaco di Fossa, Fabrizio Boccabella – la nostra amministrazione ha impegnato somme importanti proprio nel miglioramento delle funzionalità del plesso comunale, dotandolo di tecnologie all’avanguardia. Nel solo anno 2019 sono stati spesi oltre 53 mila euro, di cui 40 mila per la messa in sicurezza dell’area ludica esterna, l’installazione di telecamere e dell’impianto di sicurezza”.

La sperimentazione voluta a Fossa è un primo passo verso quelle che in molti chiamano “le classi del futuro”: la trasformazione della classica aula scolastica in un “laboratorio attivo di ricerca”, attraverso la progettazione e la correlazione di alcuni elementi fondamentali, come l’organizzazione dello spazio fisico, degli arredi funzionali a studenti e didattica e ovviamente dall’uso delle nuove tecnologie della comunicazione, che se utilizzate con metodo possono favorire il dialogo e la collaborazione tra insegnanti e studenti.

Già in alcuni istituti del nord Italia nei mesi scorsi è stata ripensata una rimodulazione degli spazi dell’aula, dai classici banchi e cattedra a tavoli colorati di forma circolare, scomponibili e adatti per il lavoro di gruppo.

Grazie all’intervento nella scuola primaria di Fossa un primo passo è stato fatto anche nell’Abruzzo interno.