“SOPRA E SOTTO LA POLVERE”, NON È UN LIBRO INNOCUO IL SAGGIO DI ALESSANDRO CHIAPPANUVOLI A DIECI ANNI DAL SISMA


L’AQUILA – “Questo non è un libro innocuo. È un libro combattente”. Così Francesco Quadraro, della casa editrice indipendente Effequ, descrive Sopra e sotto la polvere. Tutte le tracce di un terremoto, il libro di Alessandro Gioia, in arte Chiappanuvoli, aquilano, scrittore, o scrivente come ama lui stesso definirsi, sociologo e appassionato di montagna.

Il tema del libro è il terremoto nella sua specularità, caratteristica principale della pubblicazione, una raccolta “ibrida” di narrativa e saggistica, racconti e reportage, frammenti di storie personali e collettive, un’analisi lucida che svela con dovizia di particolari lo stato fisico e mentale di chi ha vissuto, e vive ancora, la città del terremoto, L’Aquila, dal 2009 ad oggi.

Alla presentazione del “saggio pop” come l’omonima collana della Effequ edizioni l’ha definito, nella gremita libreria Polarville di via Castello, insieme all’autore Chiappanuvoli, l’editore toscano Francesco Quadraro, Agnese Porto, di Rvm Hub e Magazine, che ha moderato l’incontro e l’attrice Tiziana Irti, voce narrante di alcuni dei racconti del libro.

“Il libro parte dal 5 aprile, era mia intenzione raccontare tutto in modo cronologico, avevo questo sogno, forse una pretesa perché dire e scrivere tutto è impossibile. Nel corso degli anni – ammette l’autore – , ho dovuto rimodulare la struttura complessa del mio lavoro editoriale volta a raccontare la frammentarietà del terremoto”.

Del resto l’editoria è fatta anche di rinunce, così a dispetto delle narrazioni dei recenti terremoti che “tendono a scindere i due aspetti tra asettiche raccolte di dati oppure storie strappalacrime – spiega Chiappanuvoli – ho scavato dentro le cose che avevo vissuto e di cui ancora non sapevo il nome, con rabbia anche e voglia di capire, in un circuito vizioso dentro il quale ho ripercorso dieci anni di vita”.

“Faccio mia una definizione di Christian Raimo che l’ha definita un’opera mondo sul terremoto – ha detto l’editore toscano durante la presentazione – , la cosa interessante è proprio questa, non è tanto raccontare un circoscritto episodico modo di pensare alle cose ma creare una costellazione che poi è il mondo fatto di realtà. Una pubblicazione che non poteva essere soltanto di narrativa, vista la complessità del tema, c’era il bisogno di fare presa sul reale, argomentare con un corrispettivo reale l’accaduto”.

Per questo la “prospettiva differente, non convenzionale, con una forte componente saggistica” rende quello di Chiappanuvoli uno scritto universale. Lo scrittore sceglie di utilizzare l’ingombrante parola terremoto solo in principio, la stessa poi si disperde nella narrativa e si confonde con altre espressioni evocative in un dedalo di assunti e volti,  perché “ogni terremoto è un fatto culturale, ancora prima che geologico: sotto la polvere e i detriti si aggrega una narrazione condivisa, fatta di dicerie e avvenimenti reali fusi insieme, a formare ricordi e nuove credenze”.

La sensazione che il libro rimanda è nella sua polvere, la polvere di una città sfregiata, sopra e sotto, dal volto più evidente a quello più sommessamente perturbante, la sintesi degli aspetti, reale e cognitivo, di una collettività traumatizzata, aspetti che spesso si tende a isolare, a non considerare nel suo insieme.

Il saggio narrativo Sopra e sotto la polvere. Tutte le tracce del terremoto è il terzo libro di Chiappanuvoli che ha già pubblicato Lacrime di poveri Christi. Terzigno: cronache dal fondo del Vesuvio e la silloge di poesie Golgota, opera  vincitrice del Premio Laudomia Bonanni 2013, nella sezione giovani autori.

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