TEATRO: “IT’S WONDERFUL”, SERGIO RUBINI IN SCENA A PESCARA CON “UN PO’ DI MACBETH”


PESCARA – Al via il terzo attesissimo appuntamento della fortunata stagione teatrale “It’s wonderful!” ideata e diretta dalla Baltimore production. In scena sarà protagonista l’attore-regista Sergio Rubini con “Un po’ di Macbeth”.

Appuntamento martedì 15 gennaio al Teatro Massimo di Pescara (ore 21).

L’ardente brama di potere, i laceranti sensi di colpa, la disperata follia di Macbeth rivivono nei versi di Shakespeare e di Piave nella voce di Sergio Rubini. Una spirale di sangue, ambizione, inganni, trame che da oltre quattrocento anni affascina il pubblico di ogni latitudine, mettendo a nudo la caduta di tutte le virtù sotto il peso dell’ambizione e della corruttibilità che rendono l’uomo schiavo dell’ossessione per il potere.

A rendere più vivido il dramma del crudele generale e della spietata Lady Macbeth, precipitati nell’abisso della follia dalla loro stessa ambizione, vibrano le musiche originali di Nicola Jappelli ispirate a John Dowland e a Giuseppe Verdi e interpretate alla chitarra da Giampaolo Bandini.

Dopo quattro secoli e centinaia di rivisitazioni, la tragedia Shakespeariana costituisce ancora una chiave per misurare le profondità dell’animo umano, anche nel mondo di oggi, dove tutto sembra realizzabile, ma senza essere mai abbastanza.

“L’uomo contemporaneo è completamente e ancora fotografato in quest’opera immortale. Siamo sempre affascinati dalla possibilità di andare oltre la nostra natura, ma questa ricerca dell’impossibile che non paga ci fa impazzire. La nostra umanità è la nostra croce e delizia, per cui l’eterno conflitto tra il bene e il male è un tema che non ha tempo”, commenta infatti Rubini.

Tutto lo spettacolo è accompagnato solo dalla chitarra di Bandini, in un gioco di suoni, ma anche di luci che rendono l’atmosfera cupa e folle, caratteri essenziali della tragedia Shakespeariana. Nel corso dell’opera la chitarra riproduce non solo i sentimenti e gli stati d’animo dei personaggi: la paura e la bramosia, il terrore, la gioia e la follia, ma anche i momenti più cruenti, come l’uccisione del re e le visioni di Macbeth stesso. Con grande pathos e trasporto, Rubini e Bandini conducono lo spettatore alla tragica fine del protagonista.