“TEATROVAGANTE” A CIVITELLA ALFEDENA, FIGLIA DELLA STELLA


CIVITELLA ALFEDENA – Lo scorso fine settimana a Civitella Alfedena (L’Aquila) sesta tappa di Teatrovagante, l’originale idea di Sara Gagliarducci, che insieme a Valentina Nibid sta portando in giro per i borghi abruzzesi performance teatrali in cambio di ospitalità e soprattutto di un racconto.

Le due artiste hanno progettato un vero e proprio baratto: viaggiando attraverso l’Abruzzo, Gagliarducci e Nibid si fermeranno nelle comunità disposte a ospitarle e a raccontarsi. In cambio Teatrovagante offrirà esibizioni artistiche.

Ogni luogo che aderirà sarà protagonista di un articolo su Virtù Quotidiane, media partner dell’avventura, in una sorta di diario di viaggio. Ecco il sesto.

CIVITELLA ALFEDENA, FIGLIA DELLA STELLA

Civitella Alfedena, figlia della stella

Civitella Alfedena è un piccolo gioiello immerso nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a 1123 metri slm, che ha conosciuto un grande sviluppo turistico negli anni ’80; infatti, appena arriviamo all’Hotel Valdirose, siamo catapultati direttamente sul set del film culto Vacanze di Natale dei fratelli Vanzina e mentre ceniamo nel salone ristorante, modello Cortina d’Ampezzo, sembra persino di sentire Jerry Calà intonare Maracaibo al pianoforte, davanti al camino asburgico del salone perlinato.

17/08/20

Arriviamo a Civitella. È talmente piena di visitatori che Romano, il Vicesindaco, ci racconta di aver temuto il collasso dei servizi ma, fortunatamente, non è andata così. Civitella è riuscita a far fronte all’ondata anomala di turismo che in questi giorni sta praticamente invadendo la regione Abruzzo. Per noi il problema è come calare il nostro progetto, che parla di relazioni e scambio, in un contesto del genere. La comunità dove la intercettiamo? E’ difficile incontrare gli abitanti di Civitella Alfedena, i custodi dei suoi segreti e delle sue storie in mezzo a tanta frenesia. I pochi autoctoni che incontriamo sono completamente assorti nelle loro attività, per lo più di natura turistica e ristorativa.

Trekking e percorsi mountain bike, escursioni alla ricerca di orsi e lupi, aperitivi in canoa sul lago di Barrea, lunghe file davanti all’ alimentari per i panini, campeggi e alberghi al completo, liste d’attesa per accedere ai locali di ristorazione. Grande fermento.

Ma è fuori dagli orari e dai luoghi di maggiore affluenza che Civitella ci dona il suo animo più romantico e timido, dal sapore di un’antica serenata. Appena dopo cena il borgo si svuota e nel silenzio della pietra bianca illuminata dalle calde luci dei lampioni scopriamo un borgo bellissimo fatto di scalini, vicoli stretti e ciabatte infradito stese accanto a scarponi da montagna. Vagando per il paese troviamo Antonio che, in un raro momento di riposo dal forno, ci offre una genziana da degustare, insieme al racconto appassionato della sua vita, all’amore per la bicicletta e a paradisiaci biscotti alle mandorle.

18/08/20

Il buongiorno si vede dal mattino: apriamo le finestre della stanza dell’Hotel che ci ospita e un cerbiatto ci saluta nascosto tra le foglie. Il TeatroVagante porta la sua “chiamata” per il paese quando Pietro, intento a dare informazioni sulle escursioni, ci invita ad entrare nel locale “La Betulla” per una canzone. In serata raccoglierà il senso dello scambio offrendoci un buon bicchiere di vino. La chiamata si chiude con una serenata romantica che il brigante Ademaro dedica alla signora Sara affacciata al balcone … “Se dormi svegliati affacciati al balcone, questa canzone è soltanto per te…”. Il pomeriggio Mimì si presenta in paese con lo spettacolo. L’orario è quello a metà tra il ritorno dalla montagna e l’aperitivo. È il momento giusto per coinvolgere un pubblico ristretto ma molto partecipe. Lo spazio antistante il Centro Culturale Orsa Maggiore si presta benissimo allo spettacolo, con la sua forma ad anfiteatro, le panchine per il pubblico e i portici come scenografia.

19/08/20
La mattina il paese inizia piano le attività mentre Ninetta porta la sua Giostra nella piazzetta della Lince. Antonio passa di lì, un sorriso che vince la mascherina illuminando gli occhi, in silenzio ci porge un cartoccio pieno di biscotti. Gratitudine. Di fronte ad un panorama della montagna che sembra un poster, sotto un cielo scandalosamente azzurro, tra la luce e l’ombra che avanza sulla piazzetta, si consuma lo spettacolo. La mattinata si chiude con l’eleganza della Signora Gigliotti che ci vede passare, ci saluta e ci racconta del suo amore per l’arte trasmessole dal papà. Lei pure dipinge e sa quanto sia vitale viaggiare e conoscere gente, contaminarsi, poter comprendere mille punti di vista ed essere leggeri e ironici.

Al calar della sera, sedute in fila su un muretto, strette una vicino all’altra, ci appare una fila di donne come rondini su un filo. Sono alcune delle poche anime di Civitella Alfedena, circa 200, rare da incontrare come i lupi. Al riparo dai turisti, timidamente ci cantano una canzone dedicata a Civitella: “Civitella Civitella tu sei figlia della stella, Civitella Civitella tu sei la più bella…”.

Ecco la seconda serenata da catturare e imparare a memoria. Ci allontaniamo, lasciando che la melodia scompaia piano piano in lontananza, alla ricerca di Antonio, Pietro, Romano e degli altri amici ma sono tutti presi dal lavoro e non possono dedicarci tempo. Ci ritroviamo in centro dove conosciamo Carlo che viene da Napoli, Alessia da Bologna, Loredana e Maurizio da Roma. Così, seduti ad un tavolo del bar, comincia un racconto che mescola informazioni su itinerari e località da visitare in Abruzzo a storie personali e frammenti di vita. È come se fossimo tutti collegati da una stessa urgenza, dalla fretta di doversi raccontare perché probabilmente non ci si vedrà più. Eppure la sensazione è che si tratti di un incontro tutt’altro che casuale e che ci si ritroverà in qualche punto del mondo.

Cara Civitella Alfedena, luogo dove si innestano storie e si intrecciano traiettorie, la nostra conoscenza è stata fugace e piena di distrazioni ma non per questo ti sei risparmiata. Grazie per la tua schiettezza e per il tuo carattere antico e romantico che sai ancora conservare e regalare con generosità.

Cristiana Alfonsetti, Valentina Nibid, Sara Gagliarducci
Rondini del TeatroVagante

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