“TEATROVAGANTE” A TUFILLO: UNA COMUNITÀ PROIETTATA NEL FUTURO


TUFILLO – Lo scorso fine settimana a Tufillo (Chieti) ottava tappa di Teatrovagante, l’originale idea di Sara Gagliarducci, che insieme a Valentina Nibid sta portando in giro per i borghi abruzzesi performance teatrali in cambio di ospitalità e soprattutto di un racconto.

Le due artiste hanno progettato un vero e proprio baratto: viaggiando attraverso l’Abruzzo, Gagliarducci e Nibid si fermeranno nelle comunità disposte a ospitarle e a raccontarsi. In cambio Teatrovagante offrirà esibizioni artistiche.

Ogni luogo che aderirà sarà protagonista di un articolo su Virtù Quotidiane, media partner dell’avventura, in una sorta di diario di viaggio. Ecco l’ottavo.

TUFILLO: UNA COMUNITÀ PROIETTATA NEL FUTURO

Non possiamo raccontare la nostra esperienza a Tufillo senza parlare dei pregiudizi che noi abruzzesi di nascita o di adozione abbiamo verso la nostra stessa regione e senza accennare allo sguardo di chi, dal centro culturale di un luogo, guarda la sua periferia.

Tufillo è un paese di 370 abitanti, affacciato sul fiume Trigno, quel confine solo teorico che separa Abruzzo e Molise. Quando siamo partite ci aspettavamo di trovare una piccola comunità rurale, chiusa in un passato culturale che pur tanto affascina chi va alla ricerca della propria memoria ancestrale.
Ma Tufillo ci ha meravigliate perché non è solo questo. E’ un luogo esemplare, dove la memoria ancestrale è diventata, grazie a delle pratiche virtuose e a una comunità favorevole, il trampolino di lancio per proiettarsi nel futuro. Un futuro fatto di sviluppo territoriale, sociale ed economico sostenibile. Ci aspettavamo di trovare una periferia da cui, per migliorare le proprie condizioni di vita, è necessario emigrare e invece abbiamo trovato un centro attrattivo in grado di creare un fenomeno di ripopolamento richiamando i giovani del posto, partiti per studiare o per fare esperienze all’estero, e ragazzi provenienti da diverse parti del mondo.

La comunità di Tufillo oggi si compone di tufillesi “da venti generazioni” e di persone venute da ogni regione d’Italia e d’Europa. Ci raccontano che tutto ha avuto inizio più di 10 anni fa, quando Federica e Nicolas hanno scelto il territorio di Tufillo per iniziare il loro progetto di agricoltura non intensiva e di bio-edilizia. Grazie alla rete di Woof, hanno attratto persone di altre città e paesi, persone che nel tempo hanno deciso di trasferirsi a Tufillo. Il secondo passo è stato quello di scegliere per Tufillo un modello reale di partecipazione sociale e politica, evitando il più possibile di creare comunità separate, con istanze culturali lontane tra di loro, all’interno dello stesso territorio. Infatti oggi Federica e Nicolas hanno un orto di un ettaro e una bellissima casa passiva, realizzata in collaborazione con l’Università di Firenze e a Tufillo è nata la Comunità Cooperativa Tufillese L’Alveare.

Per due giorni siamo state immerse in un’atmosfera stimolante e multiculturale e abbiamo ricevuto un’accoglienza sapiente, fatta di calore, cibo genuino e racconti. Ogni abitante della comunità è stato portatore di uno sguardo e di un racconto del tutto personali: dal Sindaco Ernano Marcovecchio, che ci ha raccontato della preziosa chiave di Herentas, al piccolo Kevin di 8 anni, che ci ha mostrato come vive Tufillo: la capanna segreta, il cavallo, dove cogliere fichi e more.

07/09/20
Arrivando a Tufillo ci hanno accolto Francesco che dalla Puglia ha scelto di far crescere la sua famiglia qui, Emanuele Assessore-calamita tra tutte le forze creative del paese e Marialaura, Vicepresidente de L’Alveare , dolce, attenta, sorridente e grande lavoratrice. Sono state le nostre guide per tutta la permanenza; per tre giorni ci hanno accompagnato ovunque, con una discrezione degna dei veri ciceroni.
Dopo la doverosa sosta-aperitivo al bar, centro nevralgico di ogni comunità abruzzese che si rispetti, una piazzetta del centro ci svela, in una suggestiva atmosfera alla luce calda dei lampioni, una tavolata imbandita per la nostra cena e iniziamo a conoscere così, lentamente e in maniera del tutto naturale, le tantissime anime che abitano Tufillo. Rosangela da Pesaro, ex medico che ha aperto un piccolo centro di benessere olistico; Loretta, bibliotecaria romana in pensione, e suo marito Fabio, che hanno creato una biblioteca sul territorio; Joel un ragazzo che si è trasferito a Tufillo dove si dedica alla terra e vive con la sua compagna Daiana che, con la bicicletta elettrica della comunità, percorre le aspre salite del paese per portare spesa, medicine e servizi a chi ne ha bisogno; e poi, immancabile Francesco, Carmen e i loro due figli, una coppia composta da una ragazza di Como e un Siciliano, che hanno da poco comprato un pezzo di terra, e poi Frenghi che, dopo aver girato il mondo, ha deciso di costruire a Tufillo la sua casa e tanti e tanti altri.

08/09/20
La mattina di martedì, il TeatroVagante inizia la sua chiamata nel paese. Sembra un giorno di festa, il sole è caldo e tutti sono disponibili a raccontare e ridere insieme a Mimì e Ninetta, tra contadini che vendono a domicilio i loro prodotti in eccedenza e gli operai che montano i cavi di fibra ottica. Tra una canzone e l’altra con la signora Olga, due intense chiacchiere con Quintina, una birra con Pietro incontriamo anche Adelio, che vende le sue verdure, ci regala pomodori e peperoncini. Per il pranzo siamo ospiti di Alba che accoglie una tavolata di circa 20 persone, dicendo “non ho cucinato molto perchè domani vado via e sto chiudendo la casa”, espressione terrorizzante che in Abruzzo si traduce in: zuppa di ceci e castagne, chitarra fatta in casa con sugo di salsicce, 50 uova di frittata, peperoni al forno con bruschetta, diverse pieghe di ventricina locale, gelato, biscotti e amari di ogni tipo; un banchetto talmente ricco e abbondante da mettere a rischio il resto della giornata e delle nostre incursioni teatrali. Nel pomeriggio Ninetta incontra, con la sua Giostra, tutte le generazioni tufillesi raccolte in un bellissimo giardino dietro il centro estivo dei bambini. Tutta la comunità è disponibile all’incontro, la gioia sembra l’emozione più praticata in questo luogo.

09/09/20
La mattinata ci sorride dalla casa di paese che ci ospita a dormire, ogni cosa qui è una coccola: il mazzetto di lavanda posto vicino al letto, la colazione ricca di ogni cosa, la terrazza piena di sole dove poter fare colazione. Proprio vicino a dove dormiamo abita Attilio, un giovane musicista tufillese che ama la sua vita da pastore e produce un formaggio di capra buonissimo, che, con la marmellata di more selvatiche di Lucia e Matteo, giovane coppia di Como, sta benissimo; poi è il momento di due tour speciali, uno con il Sindaco all’interno del museo archeologico, l’altro attraverso rovi e per sentieri scoscesi con il piccolo Kevin. Il pranzo è in campagna, a casa di Patrizia e Adamo che ci viziano con una splendida pasta ed altre leccornie. Anche qui siamo in tanti è c’è un clima di vitalità in totale naturalezza e spontaneità. E’ come se a Tufillo ci fosse una capacità innata di facilitare gli incontri e le relazioni. Il pomeriggio è Mimì, sulla terrazza del Comune al tramonto a coinvolgere i tufillesi nel suo mondo da barbona. Poi, dopo una cena di comunità ricca di tutto compreso il caciocavallo da sballo che produce Alessio, arriva la performance finale del TeatroVagante. E’ un momento commovente, che sancisce un incontro pieno e genuino. La sera finisce al bar, proprio dove è cominciata questa avventura. Tra chiacchiere e confidenze incontriamo anche Julienne e le sue due anime di acrobata-danzatore e lavoratore della terra.

10/09/20
Prima di andare via visitiamo l’orto e la casa di Federica e Nicolas, chiacchieriamo e mangiamo con loro e con Andrea e Donato che vengono da Caserta. Si parla di permacultura, ecovillaggi, autocostruzione e impatto zero. Scambiamo idee e progetti. Rimaniamo affascinate dallo sguardo e dalla calma di Nicolas mentre racconta della sua scelta e della sua visione. Lui parla di seminare piante per noi lui è un vero seminatore di cultura, costruttore di bellezza.
Come raccontare la nostra esperienza a Tufillo senza subire il fascino discreto dell’esotismo?
Possiamo solo dire che Tufillo ci ha regalato agli, pomodori, peperoncini, formaggio di capra, marmellata di more, provolone e nuovi occhi.

Cristiana Alfonsetti-Rondine
Sara Gagliarducci e Valentina Nibid
Teatrovagante

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