“TEATROVAGANTE” A SAN PIETRO DI ISOLA DEL GRAN SASSO, “MIO NONNO È UNA MONTAGNA”


ISOLA DEL GRAN SASSO D’ITALIA – Lo scorso fine settimana a San Pietro di Isola del Gran Sasso d’Italia (Teramo) quarta tappa di Teatrovagante, l’originale idea di Sara Gagliarducci, che insieme a Valentina Nibid sta portando in giro per i borghi abruzzesi performance teatrali in cambio di ospitalità e soprattutto di un racconto.

Le due artiste hanno progettato un vero e proprio baratto: viaggiando attraverso l’Abruzzo, Gagliarducci e Nibid si fermeranno nelle comunità disposte a ospitarle e a raccontarsi. In cambio Teatrovagante offrirà esibizioni artistiche.

Ogni luogo che aderirà sarà protagonista di un articolo su Virtù Quotidiane, media partner dell’avventura, in una sorta di diario di viaggio. Ecco il quarto.

SAN PIETRO DI ISOLA DEL GRAN SASSO: MIO NONNO È UNA MONTAGNA

Nulla potrà portarci via dai ricordi di quest 3 giorni. È stato facile entrare nel mondo immobile eppure vivo dei Santepetresi quando in un unico momento ti ritrovi circondata da sorrisi, vino, birra, risate, mani di bimbi e sguardi di cuccioli di cane. In un attimo senti di essere estranea e allo stesso tempo di essere sempre stata lì. Tarùss, nel dialetto del posto vuol dire nonno. Il suo suono è forte proprio come la comunità che ci ha accolto. Tarùss è infatti il nome dell’associazione che ha deciso di invitarci. Per loro la memoria, il nonno, può proiettare noi bambini verso il futuro nel rispetto e nell’amore per i luoghi che abitiamo.

Infatti tutto a San Pietro parla di questo. Il Museo dell’Acqua di cui si prende cura Giuliano, La Scuola Verde, La storia della Donna di Carbone, le paradisiache peschette tartufate, la riproduzione dell’opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo Il Quarto Stato nella casa di Fabrizio, Nardino che dopo anni di vita in Germania torna sempre tre volte l’anno nel suo paese natale, il pranzo della domenica in famiglia con le voliche raccolte in alta montagna da Francesco, la casa di Don Gaetano dove dormiamo, le mani sapienti della signora Maria sorpresa, un sabato come tanti, a preparare ravioli su un antico tavolo di legno.

Come fare arrivare a chi legge il sapore di questo viaggio teatrale a San Pietro? Penso alle cisterne del Ruzzo che, salendo verso la pineta, custodiscono la risorsa più preziosa al mondo: acqua pura. Immaginate di dover descrivere il sapore dell’acqua. Qualsiasi tentativo renderebbe la cosa banale. Immaginate invece di bere un bicchiere di acqua pura e fredda, come quella che esce dalle fontane di San Pietro, dopo giorni di deserto. Ecco il sapore di questa esperienza. Inenarrabile ma vitale per la sopravvivenza della mia anima di artista.

07/08/20
Arriviamo a S.Pietro di Isola del Gran Sasso venerdì all’ora dell’aperitivo. Ci accoglie Fabrizio dell’Associazione Tarùss e in poco tempo conosciamo tutta la affiatata comunità familiare che abita il paese. Il primo è Sergio, l’ultimo arcaro rimasto, un giovane che ha imparato a bottega l’antico mestiere di costruire arche (madie intagliate) attraverso sapienti incastri di legno, senza colla e chiodi.

San Pietro è un piccolo borgo di circa 200 abitanti ai piedi del Monte Brancastello, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, incoronato da una folta “Pineta” di faggi che di lato offre un’apertura mozzafiato sul Corno Grande.

L’accoglienza è calorosa e partecipata, colma di attenzioni, di doni, di umanità, di vita e di vino! Tutti sono entusiasti nel raccontare i valori e le tradizioni e accoglierci nella quotidianità, fatta di un orgoglio profondo per la loro identità e i luoghi del cuore.

08/08/20
La mattina inizia con la “chiamata” al paese del TeatroVagante. Mimì e Ninetta vanno casa per casa a stabilire un contatto, accompagnate con gioia dai Santepietresi. È la giornata della salsa di pomodori e della pasta ripiena. A pranzo siamo ospiti della trattoria Il Mandrone, con la sua cucina ricca di sapienza culinaria tradizionale. Assaggiamo le peschette tartufate e le 18 erbe del Gran Sasso, ricette rigorosamente segrete e non commercializzabili. Il pomeriggio alle 17.00 la clown Mimì, con le sue meraviglie di cartone e la sapiente arte del contatto teatrale, è in Piazza a incontrare il paese. Poi ci si sposta nei vicoli, per l’inaugurazione dei murales realizzati dalla collaborazione tra i Santepetresi e l’Associazione Deposito dei Segni di Pescara.

Per cena siamo ospiti della comunità riunita in un Gardenfest dove non mancano vino, birra, pizza e pane con salsiccia spalmabile.Una calda atmosfera di luci come lucciole, la brace accesa, l’eleganza della nostra ospite ci avvolgono. Il Gardenfest è una festa, metà abruzzese metà tedesca, nata per onorare la memoria del proprio passato da migranti. Qui incontriamo Nardino, trasferito a Friburgo, che ci racconta e ci spiega la tradizionale vocazione della comunità di San Pietro per l’attivismo politico.

09/08/20
La mattina della domenica è intensa di appuntamenti. Incontriamo Lucia Marconi, un’intellettuale che, attraverso la sua scrittura, cerca la memoria delle tradizioni e il riscatto per alcune figure femminili della sua comunità, come le vecchie donne che facevano il carbone. Poi visitiamo il Museo dell’Acqua del Parco Nazionale del Gran sasso e Monti della Laga, gestito da Giuliano della Scuola Verde, un progetto di educazione ambientale ed ecologica collocato nella vecchia scuola di San Pietro e infine veniamo guidati all’interno della mostra del Deposito dei Segni in residenza proprio nella Scuola Verde. Per pranzo siamo ospiti nuovamente della comunità, riunita intorno alla canaletta degli arrosticini (tagliati a mano!) e della pasta (naturalmente ammassata!) con gli spinaci selvatici, qui detti voliche, di cui le montagne sono ricche. Stavolta alle 17.00 è Ninetta che porta la sua Giostra in Piazza, trasformando il paese in un circo vorticoso e divertente.

Questa intensa giornata di incontri termina con la camminata teatrale per i vicoli del paese, un attraversamento sensibile che il TeatroVagante restituisce al paese che le ha ospitate. Il pubblico è numeroso, la performance è partecipata. E con le emozioni e qualche lacrima di gioia, la comunità e le due viaggiattrici Mimì e Ninetta, si scambiano gratitudine reciproca per questa esperienza.

Cristiana Alfonsetti
Rondine del TeatroVagante

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