“TEATROVAGANTE” A SCONTRONE, DOVE STARE INSIEME È UN DESIDERIO


SCONTRONE – Lo scorso fine settimana a Scontrone (L’Aquila) settima tappa di Teatrovagante, l’originale idea di Sara Gagliarducci, che insieme a Valentina Nibid sta portando in giro per i borghi abruzzesi performance teatrali in cambio di ospitalità e soprattutto di un racconto.

Le due artiste hanno progettato un vero e proprio baratto: viaggiando attraverso l’Abruzzo, Gagliarducci e Nibid si fermeranno nelle comunità disposte a ospitarle e a raccontarsi. In cambio Teatrovagante offrirà esibizioni artistiche.

Ogni luogo che aderirà sarà protagonista di un articolo su Virtù Quotidiane, media partner dell’avventura, in una sorta di diario di viaggio. Ecco il settimo.

SCONTRONE: STARE INSIEME È UN DESIDERIO

Parlare di Scontrone non è facile poiché abbiamo passato in questo paese solo un giorno. Un giorno ricco di cose da fare, vedere, sentire. In così poco tempo pensavamo fosse impossibile entrare nella vita di un paese e lasciarci coinvolgere ma subito Scontrone si è aperto alla nostra incursione rivelandoci il suo senso profondo: prendersi cura della comunità attraverso lo stare insieme, attraverso una sana condivisione dello spazio e nel rispetto di regole comuni, anche a scapito di un efficace riscontro economico e turistico.

Una manifestazione nata anni addietro per richiamare un pubblico non locale si è trasformata, quest’anno, in un momento dedicato, non esclusivamente ma principalmente, agli abitanti del paese in un tentativo estremo di nutrire il senso di comunità consono a questo particolare periodo storico. Così si è scelto di rinunciare alla distribuzione di cibo e bevande, di fare una grande pubblicità per non attrarre folla ed evitando assembramenti, senza però rinunciare allo stare insieme. Scontrone ha scelto di unire la comunità intorno al teatro.

Un teatro di strada che come un rito richiama le persone, grandi e piccoli che, nel rispetto del distanziamento, diventano un solo corpo, un solo cuore. Questo ci ha commosso, consapevoli che noi e il Teatro dei Fratelli Capone eravamo stati scelti per questo scopo. Ecco, qui abbiamo potuto esperire il frammento del manifesto di Spazio Pubblico dal Vivo: “L’arte è un’esigenza per chi la fa e per chi la riceve…”. Scontrone ci ha fatto veramente comprendere come il distanziamento fisico non sia necessariamente distanziamento sociale.

Dobbiamo questo soggiorno ad Erika Iacobucci, Vicesindaco del paese, che tempo fa ci ha chiamate decisa a non arrendersi alle restrizioni e alla paura, immaginando che qualche cosa ancora si possa fare.

Il paese è di una bellezza imbarazzante, lontano dalle atmosfere consumate e sature di turismo che abbiamo lasciato tra Pescasseroli e Barrea. Cascate di rose e di gerani inondano muri, finestre, giardini, viuzze. Ogni piazzetta, balcone, slargo è un ipotetico palcoscenico per un festival di strada. Sulle case ci sono i murales, nel cielo decorazioni di farfalle e per sedersi panchine variopinte. Il dono più bello Scontrone lo riserva alla piazza: una vista senza pari di cui puoi anche godere sorseggiando qualcosa seduta al tavolo del Bar La Noce.
Il primo contatto è con lo staff organizzativo e con Erika, il tempo di accordarci, un pranzo veloce e subito ci prepariamo.

Allo spettacolo a cappello di Ninetta ci sono grandi e piccoli. I piccoli a bocca aperta, i grandi commentano divertiti. A suggellare l’incontro con la comunità decidiamo di portare le nostre “canzoni a cappello” un poco in giro per il paese fino a che incappiamo in una splendida fanciulla affacciata ad un balcone: Francesca. Si prende cura del Museo Paleontologico ed in questo giorno può godersi la festa solo dalla finestra. Per fortuna ci siamo noi che le portiamo lo spettacolo dritto “in casa”.

Entriamo e cantiamo insieme. Il centro di raccolta e ricerca è piccolo e curatissimo. Francesca racconta a noi e ad alcuni turisti i tesori conservati. All’uscita un grande bacio d’amore tra una coppia ci fa lanciare petali di rosa e intonare canzoni innamorate. Così in un via vai di sorrisi, incontri, note passano queste poche ore a Scontrone, nel turbine di una festa che non può esserci ma che in realtà c’è per tutti noi.

Il giorno dopo con Erika ci perdiamo nella sala del museo archeologico di Alfedena. Qui Erika, Vicesindaco ma anche archeologa, ci racconta dell’antica civiltà dei Sanniti, popolo fiero di guerrieri ma anche di donne forti e di grande ruolo nella società. Lei, ci dice, è appassionata di questo aspetto e ci mostra i gioielli che le rivestivano.

Penso che anche lei abbia queste origini fiere e mi sembra di vedere nella scintilla del suo sguardo una sorta di continuità con le antiche donne che hanno popolato questa terra così piena di storia. Ripartiamo con il cuore grato. Ciao Scontrone, grazie di averci scelto per questa giornata. Ci hai stupito con la tua voglia di sognare e in fondo è proprio questo quello che cerchiamo nel nostro vagare.

TeatroVagante

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