“VIVA LION FOOTBALL CLUB”, TRA SAN DEMETRIO E BERLINO IL DISCO CHE RACCONTA DIECI ICONE “ROCK” DEL CALCIO

foto Matteo Casilli

L’AQUILA – Crescere in un piccolo comune di provincia spesso significa abituarsi velocemente a vedere molti più addii che ritorni, ad essere dimenticati più che ricordati. Dev’essere stata grande dunque la sorpresa per gli abitanti di San Demetrio Ne’ Vestini, comune aquilano di circa 2.000 abitanti, vedere il nome del proprio paese sui titoli di alcuni dei principali organi d’informazione nazionali.

Merito di una storia che intreccia calcio e musica, e che ha messo San Demetrio al centro di un inedito triangolo musicale con Berlino e Londra.

Il protagonista è Daniele Cardinale (nella foto), in arte “Viva Lion”. Dopo aver realizzato alcuni dei brani presenti nella colonna sonora della serie Speravo de morì prima dedicata a Francesco Totti, il cantautore ha sfruttato il primo lockdown per tornare proprio a San Demetrio, luogo d’origine del padre dove era solito trascorrere estati e festività. È lì che ha preso vita “Viva Lion Football Club”, la sua personalissima squadra di calcio punk-rock, dieci canzoni dedicate ad altrettanti calciatori, tra leggende come Pelè, Crujff, Totti, Best e Maradona, campioni del presente come Salah e Haaland, e astri nascenti alla Niccolò Zaniolo, tutti accomunati da un’attitudine da rockstar.

“Dopo l’esperienza con Sky”, racconta Cardinale, “l’editore di questa società di distribuzione, la Flipper Music, mi ha proposto quest’idea, creare un album di canzoni dedicate al calcio in stile punk-rock da stadio. Un’opportunità per far incontrare le mie due passioni, alla quale non potevo certo dire di no”.

A due passi dalla casa del nonno, trombettista jazz emigrato a Nizza, Viva Lion ha scoperto uno studio di registrazione fatto in casa, costruito a quattro mani da Adriano Milone e Davide Sablone. Due musicisti del luogo, che hanno visto tanta gente andare via, e sanno quanto è importante la musica come strumento di aggregazione, anche come antidoto al veleno dello spopolamento che ha contaminato le aree interne. “Siamo in tanti a suonare, la musica può essere un collante di rilievo per ripopolare queste zone. Per noi è una questione di passione, senza secondi fini. Vogliamo contribuire a creare una cultura creativa della musica, che metta al centro estro e fantasia” raccontano i due.

È qui che le canzoni del disco hanno preso forma e colore, per poi volare a Berlino per il mixaggio a cura del produttore Federico Coderoni e concludere il proprio viaggio a Londra, con il mastering del canadese Jonah Falco.

“È stato bellissimo, la mattina ero a casa a scrivere e dritti in studio di registrazione. San Demetrio mi ha dato tranquillità, averlo registrato qui è stato sicuramente un valore aggiunto. Questa è una realtà che è sempre stata presente nei miei lavori, sono orgoglioso di aver messo in qualche modo San Demetrio nella mappa culturale, nazionale e non”, racconta il cantautore romano.

L’esperienza del “Viva Lion Football Club” ha segnato solo l’inizio di un ritorno alle origini del cantautore che proseguirà nei suoi progetti futuri, artistici e non: “Registrerò altri dischi qui, tra San Demetrio e Berlino. Faccio parte di un gruppo di ragazzi che hanno questa missione, promuovere uno stile di vita che viva cultura, turismo e rispetto per l’ambiente in una chiave nuova, portando qui gente da fuori con uno spirito inedito”.

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