A TIPICITÀ MARCHE IL MONTEPULCIANO DAY CON IL CONSORZIO DI TUTELA
FERMO – Dal fiume Trigno al Tronto, dalle pendici del Gran Sasso fino al Monte Conero, territori diversi per un vitigno, il montepulciano, con peculiarità uniche che gode di situazioni pedo climatiche disparate per regalare pregevoli sensazioni organolettiche.
Un momento di confronto e discussione sulle potenzialità e sulle qualità del vitigno montepulciano è infatti alla base dell’iniziativa “Montepulciano Day, 310 chilometri di costa, dal Trigno al Foglia, un susseguirsi di vallate e colline che ospitano il più prestigioso vitigno a bacca rossa italiano”, promossa dall’Associazione Italiana Sommelier Marche nell’ambito del tradizionale appuntamento di Tipicità Marche di Fermo, che vedrà protagonista il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, insieme al Consorzio Vini Piceni e all’Istituto Marchigiano Tutela Vini.
L’appuntamento è per domani, lunedì 5 marzo, alle ore 10,30. L’incontro prevede una tavola rotonda con i presidenti dei tre consorzi e, a seguire una degustazione di una selezione di vini provenienti dai tre territori. A rappresentare l’Abruzzo nella batteria in assaggio ci saranno il Montepulciano d’Abruzzo Gianni Masciarelli dell’azienda Masciarelli, il Montepulciano d’Abruzzo Dante Marramiero dell’azienda Marramiero, il Montepulciano d’Abruzzo Nero dei due Mori dell’azienda Anfra e il Montepulciano d’Abruzzo Vecchie Vigne dell’azienda Gentile.
“Quando si parla del vitigno montepulciano non si può non fare riferimento alla nostra regione”, sottolinea in una nota il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Valentino Di Campli, “la presenza documentata del montepulciano in Abruzzo risale ad oltre due secoli fa: qui, grazie al particolare microclima della regione, ha trovato le migliori condizioni per vegetare e produrre vini di grande valore, pieni, robusti e al contempo eleganti e profumati. Il Montepulciano d’Abruzzo è infatti il portabandiera della viticultura abruzzese, orientata ad un percorso di crescita che, nei 50 anni dall’istituzione della denominazione, si è sviluppata intorno ad una sempre maggiore valorizzazione del territorio e una crescente ambizione per una viticoltura di qualità. Il confronto con altri territori che credono in questo vitigno non può che stimolarci a fare sempre meglio per raccontare un territorio e un vino straordinario”.
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