COLLINE TERAMANE, ANTEPRIMA VINI RIAPRE NERVO SCOPERTO TRA MALUMORI DEI PRODUTTORI


TERAMO – È bastato un evento con pochi intimi, rivolto sì a giornalisti e food blogger nazionali ma che ha ignorato l’Abruzzo, per riaprire un nervo scoperto tra i produttori vitivinicoli, tra i quali sembra generalizzato il malessere nei confronti del Consorzio Colline Teramane Docg, che si difende tramite il presidente Enrico Cerulli Irelli.

Diversi, anche tra i ristoratori, hanno colto l’occasione dell’evento “The Cool on the Hills”, la presentazione in anteprima dedicata alle ultime annate di Montepulciano non ancora in commercio, per levarsi qualche sassolino dalla scarpa, ma solo in pochi hanno il coraggio di farlo pubblicamente.

Tra questi Federica Morricone, titolare di Villa Medoro, azienda del piccolo borgo vicino Atri (Teramo), che a Virtù Quotidiane afferma senza mezzi termini che “non avrei mai organizzato una degustazione come quella, senza alcuna attrattiva”.

“Sono ormai diversi anni che ho preso le distanze dal Consorzio Colline Teramane, per una differente veduta di pensiero”, sottolinea la vignaiola di prima generazione a questo giornale, che in modo indipendente e senza fondi pubblici racconta tutti i giorni, tutto l’anno, il bello e il buono dell’Abruzzo, compreso quello che si contribuisce a scrivere tra le colline teramane.

“L’atteggiamento ricorrente di molti miei colleghi produttori è quello di avanzare pretese ponendo davanti un’antica storia di produzione – aggiunge – . La verità è che la nostra regione non solo è giovane in campo vinicolo, ma è rimasta anni luce indietro, rispetto al resto del mondo che è il vero banco di prova con il quale dovremmo confrontarci”.

“Questo –  spiega la Morricone – riguarda soprattutto il teramano che con la Docg avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello e invece è il fanalino di coda. Interpreto il vino e il territorio a modo mio e ritengo che proprio in questo sta la potenzialità del nostro territorio, in una diversità di vedute e di approccio. Invece nel Consorzio, le voci fuori dal coro, vengono accompagnate alla porta”.

Tornando poi alla degustazione dello scorso 30 gennaio, la produttrice sottolinea di “non essere stata invitata, ma d’altra parte un evento così come è stato strutturato, senza appeal, non produce alcun beneficio al territorio”.

“La mia – chiarisce – vuole essere una critica costruttiva a trovare nuovi stimoli e strade per valorizzare attraverso il territorio le nostre aziende”.

Tra le voci critiche anche quella di Daniele Zunica, di Zunica 1880, il ristorante/hotel gourmet di Civitella del Tronto che però, dopo un commento critico postato su Facebook e poi rimosso, raggiunto da questo giornale ha preferito non commentare.

Parla di “risultato molto positivo” emerso dall’anteprima, il presidente del consorzio Enrico Cerulli Irelli che chiarisce: “Stiamo facendo il miglior lavoro possibile per la tutela e la protezione di una piccola denominazione come la nostra, con la massima apertura a tutti gli operatori. Lavoro che, evidentemente, non viene riconosciuto. Accettiamo i consigli costruttivi per fare meglio, ma riteniamo che il Consorzio non ha bisogno di questo genere di polemiche e non se le merita”. (m.p. – m.sig.)

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