LE STAGIONI DEL MARE, IL PRODOTTO ITTICO TRA GUSTO E BENEFICI PER LA SALUTE


SAN VITO CHIETINO – “Azioni di sensibilizzazione volte alla divulgazione di una educazione alimentare e una cultura sul prodotto ittico aggiungono granelli a quella piccola montagnola che va costruita”. Ne è convinto Pietro Giorgio Tiscar, docente alla facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo e consigliere del Flag Costa dei Trabocchi, l’ente promotore in sinergia con Slow Food Lanciano, Confcommercio, Confesercenti, con il coinvolgimento degli operatori della ristorazione, la partnership dell’azienda Codice Citra, con la linea Ferzo Wines, di “Le Stagioni del Mare” edizione inverno.

Fino al 12 marzo, 25 ristoranti della Costa dei Trabocchi, da Francavilla al Mare a San Salvo, propongono menù a base del pescato locale e stagionale, quali triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, alice, rana pescatrice, palamita, sgombro, vongola, rombo chiodato, polpo, seppia, lumachino, merluzzo, cefalo, sgombro, calamaro, mazzancolla, moscardino, cicala di mare, sogliola, scorfano. Un trionfo di gusto e di proprietà benefiche.

“Il prodotto ittico – spiega Tiscar a Virtù Quotidiane – di per sé manifesta delle proprietà a carattere nutrizionale estremamente preziose. Le molecole di cui sono composti i prodotti ittici, in varia modalità rappresentata a seconda della specie ittica considerata, presentano caratteristiche ben definite. Le più note sono nell’ambito del profilo dei grassi, che ovviamente sono diversi da quelli presenti negli animali terrestri. Dal confronto tra comunità umane che si nutrono esclusivamente, o quasi, di prodotti ittici con altre comunità è stato rilevato che nel primo caso vi è una discesa delle patologie cardiovascolari. Ciò significa che una serie di malattie legate al consumo dei grassi trovano delle ancore di salvezza, qualora compensate dal consumo di prodotto ittico. Il prodotto ittico inoltre è normalmente e particolarmente ricco di sali minerali e dunque può rappresentare una delle principali fonti di calcio. Terzo aspetto, è quello legato a una serie di oligoelementi, come il ferro o il selenio, che sono strategici per la sopravvivenza e il benessere delle persone e che si trovano proprio nel prodotto ittico”.

Insomma, una dieta che sia ben bilanciata deve prevedere assunzione di prodotti ittici “almeno per due pasti a settimana – dice ancora il professor Tiscar -. E questo riguarda pescato magro, come ad esempio una sogliola, fino ad anguilla o sgombro che vengono definiti pesci grassi, anche se contengono molti meno grassi di una mozzarella”.

L’estrema digeribilità è l’altro elemento di forza del prodotto ittico. “Per delle caratteristiche fondamentali intrinseche del muscolo del pesce, il prodotto ittico – sottolinea il docente – è più digeribile e aggredibile da parte dei sistemi demolitori dell’apparato gastroenterico”.

E se sulle proprietà benefiche non ci sono dubbi, è sul piano culturale che a detta del prof. Tiscar c’è tanto da fare. “Le conoscenze che un consumatore dovrebbe avere sul prodotto ittico, sono vastissime, dal punto di vista delle tipologie, da quello della stagionalità, ma anche del fabbisogno stesso e della produzione. In quest’ultimo ambito dobbiamo ad esempio distinguere mondo della pesca, da quello della coltura.

L’economia ittica è in continua evoluzione, in un contesto tuttavia di crisi. Esiste quindi una necessità di trasformazione del segmento produttivo affinché torni ad essere redditizio e sostenibile al tempo stesso e quindi di minore impatto ambientale. Perciò diventa importantissima – conclude – ogni iniziativa di educazione alimentare, a cominciare dai bambini e di stimolo proprio della cultura della pesca”.

L’elenco di tutti i ristoranti aderenti all’iniziativa e i relativi menù proposti sono disponibili sul sito internet www.lestagionidelmare.it.

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