PASQUA: NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI -33% CONSUMO DI AGNELLI


L’AQUILA – Si è ridotto di un terzo negli ultimi cinque anni il consumo di agnelli a Pasqua. Il dato lo fornisce l’associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Aidaa).

Secondo le stime finiranno sulle tavole italiane circa 600mila agnellini pari a circa 4,8 tonnellate di carne di giovane agnello. Un dato considerato dall’associazione positivo rispetto a quello di cinque anni fa quando il consumo era stato stimato in 900.000 agnellini e quindi in 7,2 tonnellate di carne di agnello ma comunque ancora altissimo.

Un dato ancora più orribile – si legge nella nota Aidaa – riguarda il sistema di macellazione di queste dolci e piccole creature che molto spesso vengono uccise senza le regole di stordimento ma ammazzate non meno crudelmente di quanto fanno i musulmani durante la festa del sacrificio, vale a dire uccise con un coltello senza pietà in molti casi scannate dagli stessi pastori che fino al giorno prima li avevano accudite, uccise e smerciate in maniera illegale.

“L’appello a tutti per la festa della pasqua cattolica, e comunque per tutte le pasque che si celebrano in Italia è quello di non consumare carne, ne di agnello ne di altri animali, in quanto spesso per sensibilità si dice di non voler mangiare carne di agnello ma poi si consuma la carne di altri animali sempre di morte si tratta – afferma Lorenzo Croce presidente di Aidaa – ma quest’anno abbiamo un motivo in più per boicottare la carne di agnello, specialmente se di provenienza diretta dei pastori, ricordiamoci infatti che questi signori sono tra i maggiori responsabili non solo della macellazioni clandestine,ma anche dell’abbandono di cuccioli di cane maremmano e di essere i fomentatori primi della campagna per l’abbattimento dei lupi”.