SANTA MARIA IN VALLE PORCLANETA: STORIA, ARTE, LEGGENDE E TRADIZIONI CHE HANNO SEGNATO LA VITA DELL’UOMO


MAGLIANO DEI MARSI – Rosciolo dei Marsi, cinquecento abitanti in provincia dell’Aquila, un nucleo di case arroccate alle pendici del superbo Monte Velino.

Fuori dal paese, in fondo alla Valle Porclaneta, quasi ammantata dalle nuvole, possiamo scorgere la Chiesa rupestre di Santa Maria in Valle. Una basilica a tre navate a croce latina di cui rimane solo il braccio destro.

Una costruzione semplice, anteriore all’anno 1080, che faceva parte di un complesso abbaziale benedettino scomparso. La facciata è arricchita da un portico con un solo arco a tutto sesto e dal portale con architrave che conserva, nella lunetta, un affresco del XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino e angeli adoranti.

La bellezza dell’interno si apre ai nostri occhi e ci permette di ammirare un raro, splendido, prezioso scrigno. Arcate, capitelli, affreschi, opere d’arte di grazia raffinata che mettono in luce la perizia degli artisti che le crearono. Tutto fa pensare ad una ispirazione divina. E questa prima impressione viene confermata dalle forme e dalle realizzazioni più elevate: l’ambone, il ciborio e l’iconostasi.

L’ambone, simile a quello della parrocchiale di Cugnoli, risale al 1150, come ricorda la firma lasciata dai maestri Roberto di Ruggero e Nicodemo da Guardiagrele. I pilastri, i capitelli finemente lavorati, i motivi ornamentali fatti di figure umane ed elementi vegetali, le decorazioni della cassa con il corpo del leone senza testa e i bassorilievi presenti sulla scala.

Tutto fa capire quale sia stato il lavoro dei due maestri e rende l’opera una delle più importanti realizzazioni scultoree abruzzesi. Il ciborio, opera degli stessi artisti, con archi tribolati, la copertura ottagonale, presenta molti degli elementi decorativi dell’ambone. L’iconostasi con una trabeazione lignea unica al mondo. Un insieme miracoloso che ci avvicina al cielo.

E poi gli affreschi, molti dei quali risalenti al XV secolo, raffiguranti alcuni soggetti sacri e diverse Madonne con Bambino.

Dopo tanta magnificenza ad incantare il nostro sguardo è una grande bifora, affiancata da altre due più piccole. Il contesto silvo-pastorale e l’atmosfera silenziosa, che invita al raccoglimento interiore, rendono indimenticabile questo angolo della Valle Porclaneta.

Un territorio dove storia, arte, leggende e tradizioni hanno segnato e caratterizzano la vita dell’uomo alla continua ricerca di sé stesso, in attesa di riavvicinarsi all’immenso e al Creatore.

*giornalista Rai e scrittore

LE FOTO (dal web)

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