TUTELA AMBIENTE, IL COSPA: IN ABRUZZO I SIC RISPETTATI A INTERMITTENZA


L’AQUILA – Alcuni siti d’interesse comunitario (Sic), le aree di particolare pregio ambientale in cui sono applicate stringenti misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione europea, in Abruzzo vengono rispettati a intermittenza.

La denuncia è del Comitato spontaneo degli allevatori Cospa, di cui è portavoce Dino Rossi.

“Prendo spunto dall’articolo di stampa, pubblicato dal Messaggero in cronaca d’Abruzzo il 28 agosto scorso, dal significativo titolo ‘Abusivismo: accordo tra Pnalm e Comune (Pescasseroli)’, per osservare come davvero non si comprenda a cosa serve stipulare una convenzione, farsa, tra due enti i cui amministratori dovrebbero semplicemente limitarsi ad applicare le normative esistenti finalizzate a combattere il ‘cemento abusivo’. A tal proposito”, afferma Rossi in una nota, “devo riproporre già note domande in relazione a quanto accaduto pochi anni fa sia nel territorio del Sic Velino–Sirente sia in quello del Sic Parco nazionale d’Abruzzo: come è mai possibile che coloro i quali stipulano insensate convenzioni per proteggere l’ambiente non si siano accorti che nei due citati Siti si sono realizzate opere altamente impattanti camuffando cartografie o omettendo la presenza di aree protette?”.

“Come ad esempio i nuovi impianti sciistici Roccaraso in Aremogna. Se in merito al Sic Parco nazionale d’Abruzzo è sufficiente richiamare la già denunciata omissione della sua presenza nella Carta ufficiale delle Aree protette del Servizio Infrastrutture della Giunta regionale, per quanto invece concerne il Sic Monte Sirente-Monte Velino il discorso è leggermente più complicato. Infatti il gioco di carte che ha riguardato quest’ultimo Sito prende origine dal lontano 1995, anno nel quale la Regione Abruzzo si apprestava a realizzare le cartografie e le schede tecniche concernenti le proposte istitutive degli ormai noti Sic, successivamente resi definitivamente ufficiali con il Decreto ministeriale del 2007”.

“Or bene”, prosegue Dino Rossi, “a tal proposito si rende necessaria una stringata ma puntuale ed articolata ricostruzione storica, fondata su documentazione che porta la firma dei vari enti, istituzioni ed associazioni coinvolte: nell’anno 1987, con dm n. 421 del 21-7-1987 veniva istituita la Riserva naturale orientata (Rno) dello Stato denominata Monte Velino; nell’anno 1989, con L.R. n. 54 del 13-7-1989, veniva istituito il Parco regionale Velino Sirente. Le due aree protette, pur ricadendo sui medesimi territori, costituiscono due entità amministrative differenti ed autonome, l’una, il Parco, facente capo alla Regione, l’altra, la Riserva, sottoposta al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali”.

“Teniamo presente che nel 1996 viene edito dalla Regione, in collaborazione con Wwf e Legambiente, il libro dal titolo Abruzzo, guida ai Parchi e Riserve Naturali nel quale risulta falsificato il confine della Rno Monte Velino nella porzione ove è presente una delle due Aree di riserva semi-integrale, guarda caso proprio dove oggi è prevista la costruzione dei nuovi impianti sciistici della stazione invernale Monte Magnola”, continua il portavoce del Cospa.

“Ricordiamo poi che nel 1997 veniva pubblicato il testo scientifico dal titolo Fauna del Parco Regionale Sirente Velino di Mario Spinetti, al tempo naturalista della Rno Monte Velino, realizzato di concerto con la direzione del citato Parco, libro che cura in modo particolareggiato ed analitico il territorio della Riserva, in particolare, e nel cui testo si può leggere: ‘Voglio ringraziare quanti hanno contribuito…. alla realizzazione di quest’opera: sig. (omissis), sig. A. De Sanctis, dr. D. Febbo, (omissis), dr. M. Pellegrini, dr. B. Petriccione, (omissis), dr L. Sammarone, (omissis), sig. F. Zunino, il personale forestale del Comando stazione di Magliano dei Marsi. Un ringraziamento sentito spetta al dr. G. Boscagli, direttore del Parco Sirente Velino…. Un ringraziamento particolare va infine tributato al dr. Allavena, primo dirigente del Cfs e al dr. G. Potena, direttore della Rno Monte Velino, per avermi dato la possibilità di svolgere ed approfondire lo studio oggetto di questo libro’. Ed inoltre si legge: ‘Il territorio del Velino è stato approfondito con maggiore analiticità’. Visto che l’attuale confine ufficiale del Sic Monte Sirente Monte Velino, nella porzione di territorio sopra meglio specificata ed indicata, risulta combaciare quella della Rno così come falsificato nel libro del 1995, sorge spontanea un’ulteriore domanda: è possibile che nessuno di coloro i quali vengono esplicitamente nominati nel libro di Spinetti del 1996 (soggetti che hanno ricoperto e ricoprono tutt’oggi, a vario titolo, incarichi di spicco in istituzioni dello Stato, enti Parco presenti in Abruzzo, associazioni cosiddette ambientaliste come Wwf, Legambiente, Lipu, Appennino Ecosistema ecc.) si sia accorto dell’indebita incongruenza territoriale appena meglio sopra descritta?”.

“Resto in attesa con la speranza che qualche volenteroso voglia dare vera risposta esaustiva ai quesiti sin ora proposti e sino ad oggi rimasti inevasi!”, conclude Dino Rossi.

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