NELLA BOTTEGA DELLO SCULTORE ORAFO, LE BATTAGLIE CON IL TITANIO DI PAOLO MAZZESCHI


L’AQUILA – Un martello realizzato con un legno d’ulivo, dei braccioli aggiunti ad una sedia da ufficio per scaricare la tensione quando con una piccola saldatrice, al microscopio, c’è da unire piccoli e leggeri pezzi di metallo e ancora pinze di ogni misura modificate all’evenienza.

La bottega, il mondo dello scultore orafo Paolo Mazzeschi è uno spazio auto costruito e su misura, dove l’artista, l’artigiano si diverte a “giocare”, così definisce il suo lavoro, con il metallo, con la materia.

Tanti anni fa la pietra, poi il legno e ancora il rame e altri metalli.

Oggi la sua battaglia è con il titanio che plasma unendo piccole forme, piccoli frammenti che lo stesso Mazzeschi chiama “cocci”.

L’unione di queste piccole foglie di titanio, quasi dei pezzi di un vaso rotto, vanno a comporre delle forme nuove dove scompaiono le saldature e le giunzioni.

Gioielli che sembrano architetture cariche di forza ancestrale e leggerezza. E poi c’è il colore, ottenuto attraverso uno continua sperimentazione.

Quello che ha intrapreso Paolo Mazzeschi è un percorso in continua evoluzione e sovrapposizione di tecniche, strati, materiali, ma anche idee e riflessioni che, come i suoi frammenti di titanio, vanno a comporre forme sempre nuove e aperte a numerose possibilità.

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