STEFANO SCHIRATO, IL FOTOGRAFO PESCARESE CHE IMMORTALA I LAVORI DI TORNATORE


PESCARA – Un’anziana madre e una figlia si stringono, separate da un velo di plastica trasparente. È “La stanza degli abbracci”, il primo degli spot ideati e diretti “pro bono” da Giuseppe Tornatore per la promozione della campagna vaccinale contro il Covid-19.

Il regista siciliano, Premio Oscar al miglior film in lingua straniera per il suo Nuovo Cinema Paradiso, coinvolto dal commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri, ha voluto sul set un talento tutto abruzzese: il fotografo Stefano Schirato.

Classe 1974, nato a Bologna ma “pescarese doc”, Schirato lavora come freelance con un occhio attento rivolto ai temi sociali da oltre vent’anni. Non è la prima volta che i suoi scatti immortalano un lavoro di Tornatore: Stefano ha, infatti, documentato la realizzazione dei film Baarìa e La migliore offerta.

“L’amicizia con Giuseppe Tornatore è nata nel 2002, quando l’ho contattato per mostrargli un mio reportage fotografico, ‘Nè in terra né in mare’, sulle navi sequestrate nei porti italiani. Avevo visto un suo libro fotografico e ne ero rimasto molto colpito”, racconta Schirato a Virtù Quotidiane. “Con mio grande stupore, abbiamo preso un appuntamento. Nel 2003 ha scritto la prefazione del mio lavoro e, da allora, siamo rimasti in contatto. Mi ha proposto di raccontare il backstage di Baarìa, poi de La migliore offerta, fino ad arrivare agli spot”.

Un’esperienza “molto emozionante”. Così Schirato definisce il tempo trascorso sul set de “La stanza degli abbracci”.

“Ho trovato molto bello il presagio positivo che spazza via la plastica”. Il velo, nello spot, si solleva, come mosso dal vento, quando l’anziana donna pronuncia le parole “Devi volerti bene”, rivolte alla figlia che si sta allontanando dopo averla salutata.

“Tornatore sa entrare molto nel personaggio. Tutti gli attori, anche se non sono professionisti, arrivano ad avere un’espressione del viso straordinaria e ti trovi davanti a cose che diventano magiche. La sua passione mi ha sempre colpito, anche gli attori la riconoscono. Nei tre spot girati mi ha toccato molto la forza del messaggio, questo velo che viene spazzato via, come speriamo accada”.

Il Covid è stato al centro anche di un altro lavoro firmato da Stefano Schirato: “Risvegli”. Affiancato dalla giornalista Jenny Pacini, il fotografo ha raccontato il ritorno alla vita di cinque pazienti curati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Pescara. Schirato e Pacini hanno documentato, in piena pandemia, il risveglio dal sonno indotto dai farmaci, le cure e il ritorno a casa, che si è trasformato in una nuova vita.

“Questa idea ci è venuta in un momento storico in cui erano già usciti reportage importanti. Io mi sono mosso un po’ tardi, volevo prima rendermi conto di cosa succedesse. Eravamo immersi nell’incubo della pandemia”, precisa. “È stato Mario Calabresi a togliermi dal torpore in cui mi trovavo e mi ha chiesto di dare il mio contributo al progetto ‘Le nostre finestre sul mondo’, che ha coinvolto quattro fotografi provenienti da tutta Italia. Così, sono uscito di casa e ho iniziato a fotografare le finestre di Pescara. È arrivato, poi, ‘Risvegli’: un’idea avuta con Jenny che si è rivelata vincente. Abbiamo raccontato un percorso dall’estubazione al ritorno a casa, all’abbraccio. Il ritorno è una cosa glocalistica, un ‘Ce l’ho fatta!’ che diventa uguale ovunque, una costante in ogni luogo. Ho trascorso quasi un mese e mezzo in terapia intensiva con i medici. Li ho riportati a casa con le fotografie. Ho conosciuto persone nel profondo, con cui sono ancora in contatto. Ricorderanno per sempre con quelle foto il loro ritorno”.

Laureato in Scienze Politiche, Stefano Schirato collabora con diverse riviste, associazioni e Ong con cui ha partecipato “a progetti sui diritti umani, crisi dei rifugiati e immigrazione clandestina”. I suoi lavori sono stati pubblicati da New York Times, National Geographic, Vanity Fair, Geo International, Le Figaro, per citarne solo alcuni. Dal 2014 insegna fotogiornalismo alla scuola Mood Photography di Pescara, di cui è socio fondatore. È docente anche alla Leica Akademie di Milano. Da anni porta avanti un progetto legato all’inquinamento ambientale.

“Ho iniziato con ‘Terra Mala. Viaggio nella Terra dei Fuochi’. Quella dell’inquinamento ambientale è una tematica che seguo dal 2011. L’Italia vive contraddizioni molto forti, situazioni territoriali che, in alcuni casi, sono devastanti e portano tremende malattie. Mi sono allargato alla Sicilia, a Gela e ad Augusta. Sto continuando questo lavoro”.

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