I TRIMARANI ELETTRICI ARRIVANO SUL LAGO DI CAPODACQUA PER ECOTURISMO E STUDIO


CAPESTRANO – Quando si ha la fortuna di nascere in un luogo ricco di storia e di risorse, è più di un impegno civico quello non soltanto di viverlo, ma di valorizzarlo e migliorarlo.

E Graziano Marini, 35 anni, insieme ai suoi fratelli Luca, 30 anni, e Alessio, 28 anni – oggi a capo dell’azienda di famiglia produttrice di serramenti e proprietari di una tabaccheria in paese – sono convinti che questo territorio possa svilupparsi ancora molto dal punto di vista economico.

Il desiderio di continuare ad investire a Capestrano (L’Aquila) con un ulteriore progetto risale a diversi anni fa, in occasione di una vacanza all’estero.

Graziano scopre che persino nei pressi della barriera corallina possono essere utilizzati i trimarani elettrici, piccole imbarcazioni idonee per lo spostamento lungo i siti protetti Unesco, permettendo l’avvicinamento alle bellezze naturali in tutta sicurezza e consentendo di vedere il fondale in modo non invasivo.

Azionate da un motore elettrico, sono costruite dalla Water Games, azienda produttrice italiana dal 1995.

Queste barche, oltre a non generare vibrazioni né rumori, hanno uno scafo progettato in modo tale da impedire quasi totalmente il moto ondoso: condizioni ideali anche in presenza di animali e per la loro salvaguardia.

Per l’avvio di questa nuova attività proprio sul lago di Capodacqua, i fratelli Marini hanno creato la Calipso srls, società di promozione turistica.

È un progetto unico per il territorio abruzzese e per il Centro Italia in genere; solitamente i trimarani vengono impiegati per i viaggi turistici nelle riserve naturali italiane, come quelle di Montepulciano e in Trentino, ed estere.

La volontà di sviluppare il sito in modo ecosostenibile parte dalla considerazione che l’area pubblica interessata ha visto sempre la presenza dell’uomo, sia quando era orientata esclusivamente al pascolo e all’agricoltura, sia successivamente alla costruzione della diga, avvenuta nel 1965.

Il lago oggi ricopre quasi totalmente un paio di antichi mulini e finora si è prestato alle sole immersioni di una scuola di sommozzatori.

Le guide che condurranno i turisti sui tre trimarani avranno un percorso stabilito da seguire che rispetterà la distanza di sicurezza dagli stessi mulini.

Ogni barca ha posto per quattro persone ed è composta da una cabina che permette l’osservazione sotto la superficie dell’acqua, e non necessita di patente nautica.

“Abbiamo presentato il progetto sei anni fa, quando la gestione del lago era nelle mani del Consorzio di Bonifica”, racconta Graziano a Virtù Quotidiane, “abbiamo aspettato il nulla osta da parte del Comune, per poi avanzare una valutazione di incidenza ambientale per procedere ai lavori di riqualificazione dell’area interessata”.

“Purtroppo non è stato un percorso senza ostacoli, avendo ricevuto più di un esposto da parte di associazioni ambientaliste. Ciò, da una parte, ci ha penalizzato economicamente facendoci perdere la stagione estiva appena passata, ma dall’altra ha permesso al Parco nazionale del Gran Sasso di approfondire le peculiarità del progetto”.

“Noi non vogliamo distruggere l’ambiente”, aggiunge, “piuttosto valorizzare al massimo in maniera ecosostenibile il lago di Capodacqua, sulla base dell’esperienza svolta in altre zone equivalenti”.

Ulteriore aspetto di rilevanza ambientale, presupposto della nascita del progetto, ha riguardato l’attenzione dedicata all’area spondale, in degrado sino a quel momento. È stata, dunque, ripulita dai rifiuti presenti e dalla boscaglia per far spazio, oggi, ad una vasta area che permette l’intera e magnifica visuale del lago e la sua fruibilità.

L’opera di riqualificazione ha seguito evidentemente i criteri imposti dalla legge, attinenti alle procedure necessarie e al periodo di riferimento. Ebbene, si è operato meramente sul sottobosco, evitando lo sradicamento di alberi e non interferendo con il periodo di nidificazione e di svernamento degli uccelli.

L’intenzione, oltre ad essere volta alla valorizzazione turistica, è anche quella di sensibilizzare gli studenti alle caratteristiche naturalistiche del lago di Capodacqua.

Gli aspetti tecnici e di studio della zona sono stati affidati al biologo e rappresentante legale della società cooperativa Il Bosso Cristian Moscone. Lo studio etologico relativo agli uccelli proposto recentemente al Parco sarà invece curato dall’ornitologo Mauro Fabrizio.

La squadra di lavoro è già composta da accompagnatori turistici, opportunamente formati, e il 14 agosto è stato ricevuto il nulla osta del Parco che consentirà di avviare le attività per la prossima stagione primaverile.

“Il nostro proposito è quello di portare un esempio di turismo virtuoso nella Valle del Tirino in un’ottica collaborativa con gli enti, le associazioni e tutti gli studiosi del settore che vorranno intervenire”, conclude Graziano.

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