AD AVEZZANO DI DOMENICO PORTA AVANTI LA TRADIZIONE DELLA LAVORAZIONE DELLA LANA ABRUZZESE


AVEZZANO – La terra d’Abruzzo ha alle spalle una lunga tradizione legata alla lavorazione della lana e dei tessuti. Risale addirittura al Medioevo il trattamento artigianale della lana e perfino la creazione delle famosissime coperte abruzzesi, indispensabili, fino a qualche anno fa, all’interno di un corredo nuziale.

Impegno, qualità e passione sono gli ingredienti che hanno contraddistinto nel corso degli anni l’artigianale lavorazione e preparazione della lana della famiglia Di Domenico, che dal 1958 ad Avezzano (L’Aquila) ha messo in piedi un’azienda leader nel settore del riposo e dell’arredo. Ma ad oggi, dietro la creazione di materassi ad hoc, fatti a mano e di nuova generazione, c’è molto di più.

“La nostra attività deriva dalla lavorazione della lana – racconta Antonello Di Domenico a Virtù Quotidiane – ancora oggi la lavoriamo, ma non facciamo più i filati, trattiamo la lana solo per la produzione dei materassi. C’è mio cugino, invece, che si occupa ancora della specifica lavorazione della lana. Fa ancora il ‘lanaio’. Abbiamo voluto conservare questa tradizione e siamo gli unici in Abruzzo a lavorare la lana, ormai non c’è più nessuno”.

Ma l’attività della famiglia Di Domenico ha inizio molto tempo fa, addirittura negli anni ’30. ” I miei nonni iniziarono nel 1937 a commerciare stoffe, che non erano come quelle di adesso, all’epoca vi era solo la lana e il cotone – continua Di Domenico – . L’attività veniva portata avanti da mia nonna Esterina Scoccia, originaria di Rocca di Mezzo, detta ‘lanara’. Ebbe addirittura 15 figli, ma nonostante tutto, li lasciava alle balie, le famose ‘mamme di latte’, e andava in giro per i paesi della Marsica con il proprio carretto a vendere la lana, si fece così una propria clientela che anno dopo anno crebbe sempre di più”.

Il nonno del signor Antonello invece faceva il sarto e negli anni ’40 alcuni suoi zii misero su un’azienda per la fabbricazione dei tessuti.

“Al tempo i miei zii più grandi prendevano la lana dai pastori, la portavano alla filatura, poi, una volta ripresa, facevano i tessuti ai telai. È stato mio padre, intorno al 1958 ad iniziare a produrre le famose coperte abruzzesi, all’inizio con l’ausilio dei telai, poi nel corso degli anni si è evoluto prima con gli strumenti meccanici e poi anche con quelli elettronici”.

Solo negli anni ’90 l’azienda ha inserito nella propria produzione anche la creazione di materassi.

“Nel 1976, dopo essermi diplomato come perito tessile, sono subentrato e ci siamo allargati, creando anche materassi, nonostante il mercato delle coperte abruzzesi resistesse ancora alla concorrenza e all’arrivo di altre tipologie di coperte, come i piumoni. Ricordo che tanti anni fa producevamo addirittura 60/70 coperte al giorno che mandavamo in giro per tutta Italia”.

Il mondo della lana e della sua lavorazione e preparazione è un mondo affascinante ma allo stesso tempo molto faticoso.

“La lana può essere impiegata in qualsiasi modo, addirittura c’è chi la utilizza per le selle dei muli. Marco, mio figlio, proseguirà la nostra attività, anche se è un lavoro estremamente duro. Inoltre – conclude il signor Antonello – è un settore che purtroppo è in forte calo. Abbiamo vissuto un momento di crisi importante nel 2008, addirittura pensai che fosse arrivato il momento di chiudere, ma alla fine non abbiamo ceduto, ci siamo ripresi ed eccoci qua, a mandare avanti una tradizione di famiglia lunga quasi un secolo”.

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