ALTA CUCINA IN CRESCITA MA FAMA LEGATA A CHEF, NON AL RISTORANTE


ROMA – L’alta cucina è un settore in crescita e, alla vigilia della presentazione delle guide gastronomiche, si presenta in gran fermento, col primo congresso dell’associazione “Ambasciatori del gusto”, aperto a Roma dalla presidente Cristina Bowerman e dal consigliere Carlo Cracco, e col maxi raduno di chef stellati alla selezione nazionale del Bocuse d’Or che ha scelto Martino Ruggieri come candidato italiano agli Europei per la prima volta ospitato in Italia, a giugno 2018 a Torino.

“Il settore cresce – ha detto Severino Salvemini, economista dell’Università Bocconi intervenuto al forum degli Ambasciatori del gusto – ma, come nella moda e nel design, si comunica molto la creatività e il valore simbolico, poco il valore dell’impresa e del brand nella ristorazione”.

In un momento in cui gli chef sono accolti dal pubblico come rockstar, a giudizio dell’economista, “i cuochi dovrebbero presentarsi come aziende e non come persone fisiche. La sfida è passare dalle stelle al firmamento. Occorre poi pensare un po’ di più alla successione. Fare impresa è costruire un patrimonio – ha concluso Salvemini – che può essere tramandato. Ma gli chef dovrebbero agire più da imprenditori che da creativi, mostrando più sensibilità ai temi e economici e stringendo alleanze coi portatori di capitale, dalle banche ai big della filiera agroalimentare”.

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