ANTICO GRANO SOLINA UNICO CASO-STUDIO DI BIODIVERSITÀ D’ITALIA SELEZIONATO DA COMMISSIONE UE A NANTES


L’AQUILA – L’antico grano dell’Appennino abruzzese è l’unico caso-studio in Italia di biodiversità agraria selezionato dalla Commissione europea per il progetto “Preparatory Action”, presentato nella conferenza conclusiva a Nantes (Francia) il 6 e 7 settembre scorsi.

Una delegazione del Consorzio produttori Solina d’Abruzzo ha illustrato i risultati raggiunti in due anni di progetto per il rilancio di questa icona di biodiversità, iscritta fra le Varietà da conservazione, già presidio Slow Food e tra i 10 prodotti alimentari di montagna più preziosi del mondo secondo l’Onu.

Durante la due giorni di Nantes, per la conferenza conclusiva del progetto “Preparatory Action on Eu Plant and Animal Genetic Resources in Agriculture”, la Solina dell’Appennino abruzzese, questa icona dell’Abruzzo e della biodiversità agricola europea, è stata protagonista assieme ad altri tre casi-studio – Filderkaut (Germania), Turopolje Pig (Croazia), Gwell Project (Francia) – l’unico selezionato in Italia.

Una delegazione del Consorzio produttori Solina d’Abruzzo, presieduto da Gaetano Carboni, ha così presentato a Nantes, alla presenza dei coordinatori del progetto e del rappresentante della Commissione europea, la Solina e il programma di tutela, promozione e commercializzazione di prodotti implementato grazie al supporto dei fondi europei.

I traguardi raggiunti fra il 2016 ed oggi nell’ambito di Preparatory Action, dedicato al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio europeo delle risorse genetiche in agricoltura, illustrati dal presidente Carboni insieme all’agronomo Donato Silveri, considerato il fautore della riscoperta della Solina nel 2000, sono stati applauditi da un nutrito pubblico di esperti e addetti ai lavori, i quali hanno potuto anche apprezzare le peculiarità dei prodotti ottenuti con il grano Solina e proposti in degustazione, dal pane alla pasta, dalla farina alle gallette.

La Solina d’Abruzzo è Presidio Slow Food ed è stata inserita dall’Onu, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, tra i dieci prodotti alimentari di montagna più rari e preziosi di tutto il mondo; inoltre, è tra le poche varietà di cereali iscritte nel Registro nazionale Varietà da Conservazione presso il Ministero delle Politiche Agricole.

Durante la conferenza di Nantes è stato anche presentato “Solina in folio”, il bollettino ufficiale della Solina e del Consorzio Grano Solina, che sarà pubblicato ogni anno nel periodo del raccolto: le tematiche trattate spaziano dagli approfondimenti tecnico-scientifici alle iniziative in ambito di tutela e promozione della semente, fino alla presentazione delle molteplici iniziative portate avanti dal Consorzio.

IL GRANO SOLINA

La Solina è una varietà di frumento coltivata da secoli sull’Appennino d’Abruzzo, dove è conosciuta come “la mamma di tutti i grani”.

Così viene ricordata e presentata dalla tradizione orale, come la prima di cui si abbia memoria, l’unica conservata in uso dalla gente d’alta quota della montagna abruzzese. Proprio nella “regione verde d’Europa” si rinvengono le radici profonde della Solina: tracce ben marcate della sua storia restano negli atti notarili di compravendita stipulati presso la Fiera di Lanciano già nel XVI secolo e Michele Torcia, nel suo scritto “Pel paese de’ Peligni” del 1793 racconta come “il pane a Popoli esce dal grano solino” descrivendolo come uno dei migliori del Regno di Napoli.

Sono stati il clima rigido ed i terreni poveri di montagna, insieme all’azione paziente e caparbia degli agricoltori, a plasmare nel corso del tempo i geni di questa varietà di frumento tenero dalle straordinarie proprietà organolettiche e nutrizionali, capace di esprimere e preservare tutto il suo potenziale soltanto laddove se ne preservi la storica coltivazione in altitudine.

La Solina dell’Appennino abruzzese ha ottenuto il riconoscimento di Presidio Slow Food, oltre ad essere stata inserita dall’Onu, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, tra i dieci prodotti alimentari di montagna più rari e preziosi di tutto il mondo.

Attualmente, come si riscontra nel Disciplinare di Produzione del Consorzio, il territorio di coltivazione include tutti i comuni della provincia dell’Aquila, ad esclusione dell’area compresa nella Conca del Fucino, nonché i comuni montani delle altre tre province abruzzesi esclusivamente per le aree poste al di sopra dei 750 metri sul livello del mare.

Tra le poche varietà di cereali iscritte nel Registro nazionale Varietà da Conservazione, la Solina è al centro di un fondamentale progetto della Commissione Europea dal titolo “Preparatory Action on Eu plant and animal genetic resources in agriculture”, che riconosce valore e dedica risorse al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione di una varietà considerata elemento fondante del patrimonio europeo di biodiversità agraria.

IL CONSORZIO

Il Consorzio Produttori Solina d’Abruzzo, con sede a Sulmona, riunisce agricoltori di tutta la provincia dell’Aquila e di parte delle province di Chieti, Pescara e Teramo, impegnati a coltivare il grano Solina unitamente ad altre varietà di cereali della tradizione agraria abruzzese, secondo i metodi e le regole propri dell’agricoltura biologica.

Una molteplicità di azioni ed obbiettivi anima la vita del Consorzio, che spazia dalle attività di studio e ricerca scientifica, all’impegno in ambito divulgativo, di comunicazione ed educazione in campo agro-alimentare; dalla custodia della varietà Solina in qualità di risorsa genetica dalle peculiari caratteristiche, alla tutela espressa in termini di cura e vigilanza delle condizioni di coltivazione, riproduzione e conservazione del seme; dalla promozione della Solina in vari contesti regionali, nazionali ed internazionali, alla costruzione di collaborazioni e reti con altri attori e ambasciatori delle sementi rurali; dalla creazione di filiere di produzione basate sul grano Solina, alla commercializzazione di alimenti biologici dallo stesso derivati.

Nel corso degli anni, il Consorzio ha sviluppato una varietà di prodotti trasformati, come le farine macinate in sinergia con i più attenti e sensibili mugnai d’Abruzzo e il ben conosciuto ed apprezzato pane di Solina, con la sua fragranza ed i suoi profumi unici di montagna; fino a comprendere formati di pasta e pastina tradizionali e gourmet, grissini, fette biscottate, preparazioni dolciarie, gallette e birra.

IL PRESIDIO SLOW FOOD

Il Grano Solina dell’Appennino abruzzese è un Presidio Slow Food, costituendo così parte integrante della grande rete a tutela della biodiversità alimentare coordinata e promossa dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.

I valori del Presidio sono espressi attraverso l’impegno costante profuso dal Consorzio per il perseguimento delle condizioni ideali di sostenibilità ambientale e sociale concernenti la coltivazione della Solina e il suo territorio di riferimento.

La stessa Slow Food, nel descrivere la Solina, pone l’accento sulla importanza cardinale che questo grano ha avuto e ha tuttora per la comunità abruzzese: “In tutto l’Abruzzo interno, quando si parla di grano, si fa riferimento alla varietà Solina. Esistono detti popolari che testimoniano la stretta connessione tra questa varietà e la vita della gente abruzzese. Si dice, ad esempio, ‘quella di Solina aggiusta tutte le farine”, oppure ‘se il contadino vuole andare al mulino, deve seminare la Solina’”; per poi ricordarne i principali requisiti di coltivazione: “È un grano caratteristico delle zone montane e marginali del Gran Sasso, specie la parte interna del massiccio sul versante aquilano, dove il freddo e le quote elevate permettono di ottenere un risultato qualitativo eccellente. La semina è esclusivamente autunnale: da metà-fine settembre per i terreni più alti, alla seconda-terza decade di ottobre per le vallate interne, poste a quote più basse. Molto rustica, si adatta bene ai terreni poveri e ricchi di scheletro, tipici delle zone più alte”.

BIODIVERSITÀ

La Solina riflette nel modo più autentico l’identità della montagna abruzzese e il suo valore, declinato attraverso una storia secolare e peculiarità genetiche e organolettiche uniche, è stato recepito e straordinariamente esaltato dalla Commissione europea (Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale). “Preparatory Action on Eu plant and animal genetic resources in agriculture” è il titolo del progetto dedicato al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio europeo delle risorse genetiche in agricoltura, che dal 2016 si concentra proprio sulla Solina e su altri tre casi studio europei di biodiversità agraria.

Si tratta di un’azione rivolta alla ricerca di vie per un uso sostenibile a livello ambientale ed economico di queste risorse, tuttora percepite come marginali ma dalle grandi potenzialità, e verso la costruzione di filiere produttive capaci di ispirare e incoraggiare, in tutto il continente, sia gli agricoltori che ogni altro rappresentante delle filiere stesse.

In questo nuovo scenario, davvero unico e di grande importanza, Il Consorzio Produttori Solina d’Abruzzo, in collaborazione con la Rete Semi Rurali della quale è membro, ha intrapreso una molteplicità di azioni tra loro interconnesse ed incentrate sugli obbiettivi della ricerca, della tutela e della valorizzazione della varietà. Un lavoro che prende forma attraverso la costruzione di un sistema di filiere tale da coinvolgere aziende agricole, stoccatori, trasformatori, istituti di ricerca, soggetti dediti alla comunicazione e alla educazione in ambito agro-alimentare, istituzioni, reti di collaborazioni e la comunità di fruitori nel suo complesso, in un coordinamento virtuoso, incentrato sui principi della salvaguardia partecipativa e della sostenibilità ambientale ed economica.