BOLLETTE RADDOPPIATE, IL RISTORATORE D’AMICO: “PUNTO SUL FOTOVOLTAICO PER NON ALZARE I PREZZI”


PESCARA – Bollette abbondantemente raddoppiate e la necessità di trovare soluzioni alternative, magari affidandosi alle energie rinnovabili. È una vera sfida quella che hanno davanti i ristoratori che con l’aumento delle bollette devono cercare strategie per ammortizzare i costi.

“L’aumento dei costi per il cliente finale sarà l’ultima possibilità”, dice a Virtù Quotidiane Valerio D’Amico, titolare insieme al fratello Silvio (nella foto) di Botanico, il ristorante di pizza e sushi nel cuore di Pescara. Con una storia cominciata nel 2016, il locale su due piani di via Piave, dotato di giardino segreto oggi arredato da un igloo esclusivo a prova di Covid e di freddo, dove gustare sushi, la pizza di Hombre e cocktail di qualità, le bollette sono lievitate a ben 2 mila euro. Nel ristorante ogni giorno è al lavoro uno staff da 8 persone fisse, due addette al sushi, due in pizzeria, un lavapiatti e tre persone in sala, alle quali si aggiungono nel weekend almeno altre 2-3 persone.

“Non considero il 2020 quando eravamo in lockdown e dunque, sebbene aperti per gli asporti, i consumi di energia che abbiamo avuto non possono essere considerati veritieri – analizza  D’Amico -. Siamo passati dagli 800, mille euro in media del 2019, anno pre-Covid, ai 1.980 euro dello scorso dicembre. Usiamo tutto a induzione e abbiamo il forno a legna”.

Il raddoppio deve essere in qualche modo affrontato per D’Amico. “Abbiamo un impianto di fotovoltaico che era stato fatto dal commerciante che c’era prima di noi”, rivela. Botanico nasce infatti lì dove un tempo c’era lo storico negozio di calzature, Victor Shoes. In uno dei suoi punti vendita dedicato alle scarpe da donna, il lungimirante commerciante Vittorio Fascina, scomparso a marzo 2020, aveva realizzato un impianto di energia solare, mai utilizzato da Botanico.

“Abbiamo pensato di riattivare i pannelli per abbattere i costi della nostra elettricità. Ovviamente sarà un investimento che costerà almeno 3-4 mila euro, ma è una delle poche soluzioni per evitare di alzare i prezzi – ammette D’Amico – . Quella sarà l’ultima ratio”.

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