CONTAMINAZIONE, LA SPAGNA FA PACE A TAVOLA DAI FRATELLI-IL BACARO


L’AQUILA – Una serata all’insegna della contaminazione quella di ieri ai Fratelli-Il Bacaro, tra le tradizioni culinarie andaluse e catalane, la seconda dell’iniziativa Cambio Cuoco organizzata da Carlo Gizzi, Gildo Bottiglione e Marco Martinicchia di Scherza col Cuoco, coordinati dall’esperta in comunicazione ed organizzazione eventi Laura Tinari.

Questa volta tavoli più grandi nei quali si sono “contaminate” più comitive. Nessuno sa meglio degli aquilani quanto possa essere preziosa una bella serata in compagnia in un locale del centro per ritrovare calore e serenità e perché no? Anche un compagno di scuola di qualche decennio fa, come è capitato a due ospiti della cena.

La serata è iniziata con un ottimo aperitivo a base di sangria.

Il tempo di rompere il ghiaccio e pronti gli ingredienti del primo piatto: una zuppa di ceci andalusa.

Viene chiamata a cimentarsi ai fornelli Ombretta Fiordigigli, che prepara, sotto l’occhio vigile di Gizzi, un trito a base di sedano, carote e cipolla.

Poi spinaci, ottimi ceci di Navelli, il tutto immerso in un brodo di pollo insieme a un altro ingrediente tipico spagnolo che è il lomo, un salume che si avvicina alla nostra lonza e che è la parte più saporita del maiale iberico.

A bagnare il cibo, il Montepulciano Mimì di Dora Sarchese che Gildo Bottiglione, esperto sommelier, ha abbinato in particolare alla paella, pensando al sapore delle crosticine del riso tostato.

È quindi stata servita una paella de mariscos, rigorosamente in padella di alluminio, fatta con cozze, vongole, scampi, gamberi, totani e seppie nere, cucinati separatamente e poi mentecati nel riso. Quanto? Un pugno per commensale.

A completare il piatto, anche dal punto di vista cromatico, zafferano e limone.

La cena è proseguita con ben due desserts. Acqua, farina, uova e burro per i churros, fritti e spolverati infine con dello zucchero, intinti dai commensali nel cioccolato fuso. Per finire della crema catalana arricchita con arancia e cannella. Ilaria Di Marco

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