CORONAVIRUS, LE VOCI DEL MERCATO DESERTO DI PIAZZA D’ARMI


L’AQUILA – “Pensi che qualcuno ci aiuta?” chiede un venditore ambulante del mercato di Piazza d’Armi semi deserto. Regna il silenzio tra le banchette di generi alimentari, le uniche autorizzate alla vendita secondo l’ultimo decreto, un silenzio carico di smarrimento e preoccupazione.

Sullo sfondo solo il rumore delle poche automobili che passano su viale Corrado VI e gli sguardi disorientati dietro le mascherine delle pochissime persone in giro, uscite di casa solo per fare la spesa, tra le poche attività previste nel decreto del presidente del Consiglio in fatto di spostamenti.

“Le verdure e la frutta marciscono, vendiamo poco, la situazione è preoccupante ma siamo qui a resistere”, dice un altro venditore ambulante che ha messo lo sconto sulla frutta e regala qualche ortaggio ai pochi avventori che fanno la spesa al mercato.

Il pensiero di molti corre al terremoto del 2009, alla stessa sensazione di sconcerto che si respirava all’epoca ma “questa volta è ancora peggio”, esclama una signora, “perché oltre alla paura dell’ignoto, siamo soli, non possiamo trovare conforto nelle relazioni sociali e nella confidenza reciproca delle nostre paure”.

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