LA SPESA A DOMICILIO: IMMUNODEPRESSA AQUILANA, “FORMA DI CIVILTÀ E ATTENZIONE”


L’AQUILA – Il Coronavirus fa paura in maniera orizzontale, non ci sono categorie, nazionalità e classi sociali escluse, meno allarmate o immuni.

La pandemia mondiale da Covid 19 vede tuttavia settori, persone e lavoratori, più esposti di altri, come il personale ospedaliero, quello comunque in servizio in altri ambiti strategici, le categorie sociali più fragili che hanno meno strumenti e “comodità” per affrontare la rarefazione sociale imposta giustamente per evitare ogni forma di contagio.

Nel girone delle precauzioni basilari e degli assalti ai supermercati, c’è anche chi si trova a vivere un’emergenza nell’emergenza, un terremoto dopo l’altro, come Maria Antonietta D’Alessandro che di guerra ne ha già vinta una contro il tumore, o quasi, perché attualmente è sotto trattamento di immunoterapia.

Aquilana, 53 anni, clinicamente immunodepressa, Maria Antonietta, Tietta per gli amici, in questi giorni di stravolgimento collettivo si affida al buon senso e ai servizi di assistenza messi in atto da supermercati, associazioni di volontariato e sportive, come la consegna della spesa a domicilio oppure dei farmaci.

Nelle trame di una narrazione spesso tossica che tende a banalizzare o enfatizzare le paure, ogni persona  chiamata a modificare in modo ineluttabile le proprie abitudini ha una sua storia personale, timori diversi da quelli che in una dimensione collettiva siamo portati a considerare uguali ma che uguali non sono.

“Nel 2018 ho avuto la diagnosi: carcinoma ovvero tumore maligno – racconta a Vq – . In un anno ho fatto due risonanze magnetiche, due Tac, una Pet e due scintigrafie ossee. Decine di visite oncologiche, trenta, o non saprei dire quanti, prelievi di sangue, dieci sedute di chemioterapia oggi ancora in corso con la terapia immunologica, l’asportazione di entrambi i seni con ricostruzione immediata, l’asportazione di 32 linfonodi ascellari. Ho perso tutti i capelli e tutti i peli del corpo. Ho perso le ciglia e le sopracciglia. Ho perso sei chili. I capelli sono ricresciuti. Ho ripreso peso. Non ho mai perso la speranza, il coraggio, la forza. Ho imparato che per avere coraggio devi prima avere paura”.

Parole che raccontano uno spaccato di vita ai tempi del Covid 19 in una città come L’Aquila che rivive, dopo il terremoto, una nuova emergenza, l’ennesima zona rossa, quelle paure declinate in ogni forma di allarmismo.

“Sono una donna sola e rivendico la mia autonomia, anche se i miei fratelli e le loro famiglie sono assolutamente disponibili quando ho bisogno, sono stati e sono sempre presenti ma non mi piace gravare sugli altri per l’acquisto di beni di prima necessità e per la cura della persona”, dice orgogliosa Maria Antonietta, che non può uscire di casa anche perché i dispositivi di protezione, come le mascherine con valvola, in città sono ancora introvabili.

“Ricevere la spesa a domicilio nel giro di 24 ore dall’ordine e pagare addirittura con il bancomat per me rappresenta una forma di tutela di altissimo valore, un aspetto di civiltà assolutamente necessario in una situazione come quella che stiamo vivendo”.

La possibilità di ordinare la spesa a domicilio è un servizio che alcuni supermercati aquilani hanno attivato in occasione della pandemia da Covid 19 e delle misure restrittive contenute nei decreti del Governo.

Il metodo è abbastanza semplice, si chiama o si scrive inoltrando la lista dei prodotti e dopo circa due giorni, visto il numero elevato di consegne, arriva la consegna.

Iscritta a Salute Donna Onlus, l’associazione costituita da un comitato scientifico di psico-oncologhe e volontarie nell’ambito dell’assistenza in ambito oncologico, Maria Antonietta conosce bene l’importanza della solidarietà e delle iniziative concrete a favore delle categorie più fragili.

“Dal Coronavirus può nascere una lezione di umiltà, di altruismo e di buon senso per tutti, se il mondo vorrà apprenderla ne uscirà migliore”, dice con la forza e il coraggio che la contraddistinguono come donna, convinta che da una situazione negativa può nascere sempre qualcosa di buono.

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