E-BIKE VIETATE NEL PARCO DEL GRAN SASSO, C’È CHI DICE SÌ


L’AQUILA – È polemica per l’ipotesi – contenuta in una bozza di regolamento del Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga – di vietare l’utilizzo di biciclette elettriche (ebike) all’interno dell’area protetta.

Se da un lato il fronte sviluppista, che da anni combatte contro i vincoli ambientali, alza la voce contro l’Ente, dall’altro ecologisti e amanti della montagna tutto l’anno, non necessariamente legata allo sci, difendono l’idea che sui sentieri di montagna non si vada con mezzi motorizzati.

“Il metodo usato dall’Ente Parco è sicuramente criticabile, ma non bisogna dimenticare l’urgenza di normare l’uso delle biciclette”, afferma in una nota (diffusa assieme alla vignetta sotto) un gruppo di escursionisti di cui si fa portavoce Ezio Di Cintio, appassionato di montagna e suo profondo conoscitore.

“Siamo degli assidui frequentatori delle montagne abruzzesi soprattutto della catena del Gran Sasso; percorrendo i sentieri escursionistici le lamentele sentite da camminatori, soprattutto provenienti da fuori regione e stranieri, sono durissime e accorate”.

“Non si riescono a capacitare che in un Parco nazionale si vedono sfrecciare in discesa 5, 10 e più bikers e nell’abbandonare velocemente il sentiero per non essere travolti vengono presi anche a male parole”, continua la nota.

“Quindi la richiesta di un regolamento urge sia per l’aspetto ambientale legato al dissesto idrogeologico, sia per una semplice questione di sicurezza. Ora i più diranno che le bici non creano dissesto perché è il mezzo più ecologico che c’è, ma vogliamo ricordare che la bici sia essa normale o elettrica in discese con una pendenza elevata, scendendo in frenata crea solchi profondi paradossalmente simili ad una moto, la differenza è solo nella larghezza delle ruote”, fanno osservare gli escursionisti.

“Allora è inutile sbraitare contro ogni tentativo di regolamentare una qualsiasi attività, soprattutto nelle aree protette. All’Ente Parco bastava copiare il regolamento del vicino Parco nazionale della Majella o di un qualsiasi altro Parco del nord Italia, invece di inventarsi la risibile differenziazione tra bici normali ed elettriche”.

“C’è tanta fame di regole soprattutto nel nostro Parco ancora privo di Piano e Regolamento con ancora vigenti le norme di salvaguardia generali della legge 394 del 1991 e del DPR 5 luglio 1995, non adatte ad un territorio di 150.0000 ettari in gran parte antropizzato”, conclude la nota.

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