GLI UOMINI E LE DONNE DELLO ZAFFERANO, VIAGGIO NELLE TERRE DELL’ORO ROSSO


NAVELLI – “L’uomo dello zafferano”. Così il signor Tonino chiama Silvio Salvatore Sarra, il fondatore della cooperativa “Altopiano di Navelli. Era il 1971. Sono passati quasi cinquant’anni e l’eredità di Sarra è più viva che mai.

Qui nei terreni della piana tra Civitaretenga e Navelli (L’Aquila), come ogni anno, si aspettano i fiori dello zafferano che vanno colti all’alba.

Qui,nelle case, ci si ritrova e si fa la sfioratura mentre si chiacchiera e ci si prende un caffè e i pistilli si mettono ad essiccare su un braciere, vicino al camino.

Qui tutto odora di zafferano, anche i vestiti.

Qui lo zafferano viene utilizzato per cucinare qualsiasi cosa. Dal risotto ai dolci. Ci si fa anche un liquore.

Qui uomini e donne portano avanti un lavoro che oltre ad essere fonte di sostentamento è anche cultura, tradizione e importante strumento di legame sociale.

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