I TRABOCCHI VERSO IL RICONOSCIMENTO COME PATRIMONIO CULTURALE DELL’UNESCO 


SAN VITO CHIETINO – Ci sono anche i trabocchi, le suggestive macchine da pesca icona dell’Abruzzo e delle sue tradizioni marinare, nel percorso di riconoscimento della pesca come partrimonio Unesco.

Le palafitte sul mare descritte da Gabriele d’Annunzio come “ragni colossali” e che danno il nome alla meravigliosa costa teatina, sono inserite nella lista del “Patrimonio culturale della pesca” che si candida a ottenere il riconoscimento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

L’iniziativa rientra nel progetto Pcp-Patrimonio culturale della Pesca, che attraversa 6 regioni ed è condotto da nove Flag italiani, (i tre abruzzesi Costa Blu, Costa di Pescara e Costa dei Trabocchi e il Flag Veneziano–VeGAL, Flag Chioggia e Delta Po, Flag Cav Fvg, Flag Costa dell’Emilia-Romagna, Flag Marche Nord, Flag Golfo degli Etruschi).

Presentato lo scorso maggio a Roma al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il progetto mira a diffondere la conoscenza, a un pubblico più vasto, del ricco patrimonio di pratiche e mestieri collegati al settore della pesca e a valorizzare luoghi, mestieri e tradizioni legati alle comunità dei pescatori di tutta Italia. Contestualmente è stato avviato l’iter di candidatura per l’inserimento del mondo della pesca a 360 gradi nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale Unesco.

Ciascuno dei consorzi ha indicato gli elementi più identitari dei propri territori da far comparire nell’elenco dei beni e che saranno sottoposti al giudizio della commissione. Il Flag Costa dei Trabocchi ha inserito proprio le antiche e suggestive strutture sospese sul mare, che dopo essere state impiegate per diversi secoli con tecniche di pesca e di costruzione tramandate di generazione in generazione, e aver subìto un periodo di abbandono negli anni Sessanta, dagli anni ’90 stanno vivendo una seconda vita legata alla ristorazione e dunque al turismo enogastronomico esperienziale.

Il percorso di riconoscimento prevede una fase dedicata alle attrezzature, ai manufatti e ai mestieri della pesca professionale e poi attività riguardanti la comunicazione e la divulgazione del patrimonio culturale e identitario, anche attraverso un docufilm che narrerà le tradizioni ittiche della Penisola, in un vero viaggio attraverso le coste italiane.

Nei giorni scorsi una troupe della società di produzioni cinematografiche Twisterfilm, diretta dal regista Riccardo Stopponi, è arrivata in Abruzzo per realizzare interviste e riprese da inserire nel documentario Salsedine. La prima tappa è stata a San Vito Chietino su una delle meravigliose macchine da pesca.

Protagonisti del docufilm nella parte riguardante la costa dei trabocchi sono stati i traboccanti Franco Cicchetti e Mario Altobelli, e l’imprenditore Gianni Tonon, proprietario del Trabocco Lupone. Per la costa termana, grazie al Flag Costa Blu, nel documentario comparirà anche la storia di una tradizione culinaria come quella della preparazione del brodetto giuliese attraverso la famiglia Massi: Giovanni, proprietario di in una pescheria di Giulianova, il padre Franco e il fratello Fabrizio che pescano il pesce in mare e il cugino Simone che fa lo chef. Mentre per Pescara, con il Flag Costa di Pescara, saranno le donne della marineria di Borgo Marino le protagoniste.

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