IL MEDIOEVO VIVE CON LA NOTTE DELL’ILEX, MA IL PROGETTO SOCIALE DI ELICE È A RISCHIO


ELICE – Per una settimana intera nel mese di agosto, tutto il borgo torna indietro di secoli, tra streghe al rogo, stanze delle torture, lebbrosi che girovagano per il paese, giullari di corte, trampolieri, antiche taberne dove assaporare ambrosia e idromele. E poi ancora il mercato medioevale, il candelaio, la stanza dell’astrologo, falconieri, combattimenti improvvisi, cerimonie di investitura dei cavalieri, ma anche impiccagioni. E tanto, tanto altro ancora.

È praticamente impossibile descrivere tutto quello che accade ogni anno per sette giorni a Elice (Pescara), nella magica Notte dell’Ilex, la rievocazione storica capace di far viaggiare nel tempo fino al tredicesimo secolo. Almeno prima che il coronavirus stravolgesse le nostre vite.

L’anno scorso la sempre attesa manifestazione è saltata e anche quest’anno sarà impossibile un suo ritorno. Dietro questa settimana dove il borgo della provincia di Pescara si trasforma in un museo a cielo aperto e propone la quotidianità medioevale, trasportando in un luogo incantato i tantissimi spettatori che ogni anno affollano le suggestive viette del centro storico, c’è un vero e proprio progetto sociale. Complesso, articolato che coinvolge praticamente ogni singolo abitante di Elice, dal più piccolo al più anziano.

Tutto ha inizio più di 17 anni fa, quando un gruppo di appassionati di storia medioevale, e ancora di più innamorati della loro Elice, iniziano a pensare a qualche iniziativa per il borgo.

“L’associazione sportiva del paese – racconta a Virtù Quotidiane, Marco Evangelista, presidente dell’associazione Elicethnos che cura ogni particolare della rievocazione storica – stava organizzando una sagra dedicata al prodotto tipico di Elice, la pasta alla Mugnaia. Ci chiesero di collaborare e così siamo partiti in sordina creando qualche piccolo evento sul medioevo e una estemporanea di pittura. Avevamo il castello di Elice a disposizione che risale al 1200 e così abbiamo individuato come periodo storico quello tra il 1250 e il 1350”.

In principio le iniziative erano tutte concentrate nel castello, fino al 2009, quando il sisma rende inagibile l’area. Un duro colpo per l’associazione che però non si perde d’animo e decide di sfruttare ogni angolo del paese.

“L’idea di fondo era quella di proporre uno spaccato di vita medioevale. Noi non abbiamo eventi storici accaduti nel nostro paese, come ad esempio il Mastrogiurato di Lanciano (Chieti) e così abbiamo pensato di far vivere la quotidianità, con la taberna, il mercato, il candelaio, ad esempio”.

Chi ha vissuto almeno una volta la Notte dell’Ilex sa che ogni passo nel borgo è fonte di sorpresa. Oltre agli spettacoli più ampi programmati, ciò che lascia davvero senza parole è la cura di abiti, trucchi, scenografie, attrezzi. Nulla è lasciato al caso. E tutto è fatto “in casa”.

“Ogni anno abbiamo aggiunto qualche piccolo tassello – dice ancora Evangelista – affidandoci ai grandi professionisti che arrivavano da fuori”. Per imparare l’associazione Elicethnos ha fatto i corsi tra i più grandi chiamando per la rievocazione esperti dei vari settori, ma con il tempo non solo è diventata autonoma, imparando alla perfezione ogni segreto, ma ha creato laboratori aperti soprattutto ai ragazzi di Elice e dei dintorni. Sono nati ad esempio i corsi nelle scuole per i bambini di bolas e di teatro, laboratori di musica medioevale. Ma non solo. In quella che è diventata la Compagnia dell’Ilex, si sono sviluppati gruppi settoriali.

“Negli anni siamo riusciti a formare una cinquantina di trampolieri acrobatici – spiega un membro del direttivo di Elicethnos, Dino D’Annunzio, docente dei corsi sui trampoli -. Poi abbiamo fatto corsi di tessitura, per insegnare a fare i costumi, affidandoci alle sarte del paese. Si è creato il gruppo musicale, di una trentina di elementi e con una decina specializzati in musica medioevale. Abbiamo avuto un gruppo di una quindicina di tamburini e poi ancora la compagnia del teatro. Abbiamo creato un laboratorio di trucco cinematografico, dove abbiamo avuto la fortuna di contare sulla collaborazione del truccatore di Roberto Benigni nella Vita è Bella”.

Oltre alle performance ciò che sorprende è il contesto che circonda la Notte dell’Ilex e anche in questo caso, le mani sono quelle degli artigiani del paese: tra falegnami e fabbri. Ad esempio la costruzione dei trampoli stessi (circa 100 paia) è stata realizzata dalla équipe del legno, così come il maestoso argano da 5 metri. “Abbiamo creato – continua Evangelista – grazie alla collaborazione di un astronomo appassionato, la stanza dell’astrologia, riproducendo fedelmente tutti gli strumenti usati un tempo, come l’astrolabio”.

Una proposta talmente convincente che ha portato la Notte dell’Ilex quasi a diventare itinerante, vale a dire ad uscire fuori da Elice, con piccoli gruppi, portando un po’ di quel medioevo in giro per l’Italia, dall’Umbria alla Toscana, dalle Marche alla Campania e ovviamente ad altri luoghi abruzzesi.

“Il nostro obiettivo – dice ancora D’Annunzio – è stato quello di creare una fucina di talenti, dove a ogni reparto, composto dalle 2 alle 40 persone, si affidano delle professionalità. È un progetto che vuole incidere sul tessuto sociale, nel quale ognuno si sente protagonista”.

Oggi però tutti i laboratori promossi sono fermi. Con lo stop di due anni dovuto alla pandemia, la manifestazione, che si è sempre poggiata esclusivamente sui fondi messi dall’associazione stessa, senza mai ottenere contributi pubblici, nonostante il richiamo di migliaia di spettatori ogni anno, è a serio rischio. “Purtroppo è molto difficile far ricarburare una macchina così complessa dopo due anni di inattività”. E noi aggiungiamo. Sarebbe davvero un peccato.

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