IL SENTIERO “MARTINELLI” DEI TRE RIFUGI, UN PROGETTO TRA MEMORIA E SVILUPPO

PIZZOLI – Ai piedi del Monte Marine c’è fermento. Diverse sono infatti le iniziative che associazioni e volontari stanno mettendo in campo per promuovere il territorio: un impegno concreto che sta già portando i suoi frutti per la comunità di Pizzoli (L’Aquila), così come per l’intera Valle dell’Alto Aterno.

Oggi andremo alla scoperta del sentiero “Federico Martinelli” o dei Tre Rifugi, intitolato alla memoria del giovane pizzolano appassionato di montagna, il cui percorso è stato tracciato dall’Associazione Orione.

Il sentiero è il numero 20b e ha inizio in zona Villa Re. Si risale via del Casaletto Giorgio fino a una carrareccia e, da qui, è praticamente impossibile sbagliare, tanto è ben fatta la segnaletica.

Si segue la sterrata che sale ripida sul crinale e dopo mezz’ora si arriva al Belvedere, una struttura che si affaccia sul comprensorio di Amiternum.

Camminando ancora sulla sterrata, dopo 20 minuti, si devia al bivio che in pochi metri porta al primo rifugio, il Chicchirichì (1.099 metri), dove una sosta è più che meritata. Il rifugio è chiuso ma si può approfittare del suo porticato.

Tornati sulla sterrata si continua a salire per 15 minuti fino a un bivio che ci invia a deviare su un sentierino molto ripido: è questo il punto più impegnativo del percorso.

Giunti a un cartello ben visibile e ripreso un po’ di fiato, la traccia torna a salire dolce, tagliando a mezza costa la montagna e conducendoci in zona Fosso del Buco, dove appare, in costruzione, il Rifugio Martinelli (2 ore).

Il rifugio è arroccato sul pendio del fossato (1.424 metri) e ha una struttura moderna con grandi finestroni che garantiscono una vista eccezionale.

Dentro sono previsti cucina, dormitorio, servizi e locali tecnici. A costruirlo, gli amici di Federico, la famiglia e la Pro loco “Le Tre Montagne”, organizzando anche numerosi eventi per la raccolta fondi.

Un’opera davvero ben concepita che certo garantirà lustro all’area. Sulle rocce sottostanti si può scorgere, inoltre, una targa commemorativa che segna l’inizio del progetto.

Riprendiamo il sentiero dopo aver toccato la cima del Monte Marine. Da qui una carrareccia ci guida oltre una sella verso i Piani di Aielli, il grande altopiano compreso tra i comuni di Pizzoli, Barete, Capitignano e Cagnano Aterno, dove sorgono numerose case rurali, eredi dell’antica “migrazione verticale”.

Protetti dal Monte San Franco e dai Monti della Laga, con un largo giro raggiungiamo le prime abitazioni. Da lì, a un bivio, si svolta a sinistra verso il Rifugio Santa Pupa (1.277 metri); siamo nel territorio di Barete ora.

Dissetati al fontanile, iniziamo la discesa attraverso la Valle Donica.

Subito si incontra una deviazione che obbliga a un passaggio non semplice ma divertente tra le cascatelle del ruscello. Poi il sentiero torna a scendere dolcemente in un ambiente solitario e pian piano ci si addentra nella faggeta.

In un’ora buona di cammino si raggiunge l’abitato. Da Barete, infine, su strade e vicoli asfaltati si ritorna a Villa Re (30 minuti). Anche qui il cammino è ben tracciato dai classici segni biancorossi.

In 4,30 ore si compie l’intero anello. I paesaggi e i panorami incontrati sono incantevoli, a tratti sorprendenti. Il sentiero “Martinelli” dei Tre Rifugi è, insomma, un percorso perfettamente concepito e realizzato, di certo degno della memoria di grande amante di montagna quale doveva essere Federico. Alessandro Chiappanuvoli

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