LA CUCINA SALE E OLIO DELLE FONTANELLE DI PAGANICA COMPIE CINQUANT’ANNI

L’AQUILA –  “Alle fontanelle di acqua corrente mia nonna ci metteva in fresco da bere per i giocatori del campo di bocce”. È l’epoca di fine anni Sessanta quella che racconta Francesco Cappetti, titolare del ristorante Le Fontanelle di Paganica (L’Aquila) che quest’anno festeggia 50 anni di attività.

Mezzo secolo di ricordi ambientati nella frazione più popolosa del comune aquilano quando nonno Dante Cocciolone e nonna Bice Aliberti erano soliti accogliere amici e conoscenti di “passaggio” nella casa del quartiere Fontanelle, chiamato così per le numerose fontanelle che sgorgavano l’acqua fresca delle sorgenti del fiume Vera.

La signora Bice, titolare di una macelleria nel centro storico del paese, preparava ricche pietanze e carne alla brace per rifocillare i viandanti di ritorno da Fonte Cerreto, dopo una giornata trascorsa sulla neve del Gran Sasso. Una casa divenuta ben presto un luogo di ritrovo e ristoro grazie al grande spirito di accoglienza e senso di amicizia di nonno Dante, impiegato alle Poste.

Grazie alla bontà delle pietanze, la voce comincia a diffondersi tra la gente del posto a tal punto da attirare a Paganica molti personaggi importanti di allora, come l’ex sindaco dell’Aquila, l’avvocata Marisa Baldoni e poi medici, notai, banchieri, tutti commensali che apprezzavano in modo particolare la cucina di Bice e che chiedevano di organizzare cene e banchetti alla casa alle Fontanelle.

Nacque così il ristorante, gestito fino agli anni Ottanta da Bice, rimasta però presto vedova con cinque figli ancora giovani a carico. Dopo la gestione affidata a terzi, venti anni fa, era il 1998, il nipote Francesco insieme a sua madre Tonia Cocciolone riprendono in mano il ristorante preservando la tradizione culinaria di famiglia.

“Quando ero piccolo – rivela Francesco – ricordo le grandi tavolate dei giocatori del Paganica Rugby e di L’aquila Rugby. Nel corso degli anni abbiamo servito tanti personaggi famosi come Aldo, Giovanni e Giacomo in occasione delle riprese del film Così è la vita girato a L’Aquila, Gigi Proietti, la cantante statunitense Amy Stewart, il conduttore Giovanni Floris, Dario Ballantini, Max Gazzè, Manuel Agnelli degli Afterhours, il figlio di Faber, Cristiano De Andrè, Mariagrazia Cucinotta, Enrico Brignano, Patrizio Roversi, Uccio De Santis. Un onore per noi far degustare la nostra cucina”.

Anche lo chef stellato abruzzese Niko Romito ha pranzato alle Fontanelle insieme alla sua famiglia scegliendo pollo ruspante alla brace. Un pollo che lo chef “ha poi riproposto nel ristorante stellato ma rivisitato secondo la cucina gourmet”, racconta Francesco.

Le pareti del ristorante sono piene di fotografie di attori, registi, conduttori, cantanti, che hanno scelto la cucina tradizionale delle Fontanelle, la carne allevata nei pascoli locali, alla brace, quella vera, la conserva fatta in casa con i pomodori dell’orto, i fagioli di Paganica, le lenticchie di Santo Stefano, gnocchi di patate, pasta ammassata tutti i giorni, una cucina genuina, casereccia, semplice.

“Mia madre la chiama cucina sale e olio – dice Francesco orgoglioso – l’ambiente è raccolto, familiare, per trenta coperti. Quella di mantenere lo stesso trend anche dopo il terremoto è stata una scelta, quando si è presentata la possibilità di fare convenzioni con le ditte edili abbiamo rifiutato per non stravolgere l’ambiente caro ai nostri clienti. Per fortuna abbiamo continuato a lavorare con i clienti di sempre”.

“Il 15 agosto prossimo festeggiamo 50 anni ma i compleanni sono due – aggiunge – il primo maggio la nostra gestione ne compie venti”.

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