LA MAGIA DEI MERCATINI DI NATALE FA RIVIVERE LA TRANSIBERIANA D’ITALIA


ROCCARASO – Sono le undici di mattina e i primi turisti arrivano nella piazza di Roccaraso (L’Aquila), dove il mercatino di Natale, musica dal vivo, vin brulé e caldarroste li attendono per iniziare la giornata. A mezzogiorno a godere dell’aria fredda e tersa ci sono tutti: le persone del posto, chi torna annualmente da Napoli o Roma e i viaggiatori giunti da Sulmona a bordo di un treno d’epoca, sui binari della Transiberiana d’Italia.

Se avete provato a prenotare per salire su quello splendido convoglio anni Trenta che da Sulmona (L’Aquila) raggiunge i mercatini di Natale di Roccaraso e Campo di Giove, saprete quanto sia stato difficile, specie negli anni scorsi, trovare un posto.

Proprio per permettere a più persone di partecipare, quest’anno i giorni e le corse sono aumentati: dal 30 novembre al 23 dicembre ogni weekend partono due treni al giorno. Parliamo di dodici giornate, 24 treni e ben 8.600 passeggeri e, nonostante l’aumento delle corse, i posti sono ugualmente risultati sold out in pochi giorni.

Ovviamente ci sono altri modi per raggiungere i mercatini: in molti, ad esempio, sono venuti in autobus da Bari, Roma, Napoli e persino da qualche città del Veneto. I mercatini hanno inoltre richiamato, nel weekend dell’8 dicembre, ben 7mila persone, passeggeri dei treni esclusi.

Che l’evento, giunto alla sua quinta edizione, sia risultato anche quest’anno un successo è un dato di fatto. Ma come si è arrivati a fare di piccoli paesi dell’Abruzzo montano, che hanno visto tempi migliori negli anni Ottanta e Novanta, e di una antica ferrovia quasi dimenticata, un evento turistico così attrattivo?

Tutto nasce da quella che chiamano la “Transiberiana d’Italia”, ribattezzata così nel 1980 dal giornalista Luciano Zeppegno per via dei paesaggi innevati che accarezza lungo il suo viaggio, simili nel periodo invernale alla vera Transiberiana che da Mosca raggiunge Vladivostok.

La ferrovia, con la tratta che da Sulmona conduceva a Carpinone in Molise passando per Roccaraso, è chiamata anche “Napoletana” perché faceva un tempo parte della linea Pescara-Napoli. È conosciuta, inoltre, come Ferrovia del parco, in quanto attraversa il Parco nazionale della Majella e regala scorci di montagna unici.

Dopo quella del Brennero sulle Alpi, è infatti la più alta d’Italia con i 1.268 metri di altitudine della stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo. È inoltre une delle più antiche: fu inaugurata il 18 settembre 1897.

Negli anni ha avuto però una storia travagliata. Distrutta durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi fu riattivata agli inizi degli anni Sessanta. Tra il 1994 e il 1995 vengono chiuse le biglietterie, e varie stazioni declassate a semplici fermate. A fine 2010 chiude il tratto da Isernia a Castel di Sangro e un anno dopo, nel dicembre 2011, chiude anche il tratto abruzzese Castel di Sangro-Sulmona. Per tutto il 2012 e gran parte del 2013 circolano solo i treni turistici ma da ottobre 2013 la linea chiude anche al servizio turistico per carenza di manutenzione.

Nel maggio del 2014, grazie a degli interventi di ripristino di alcuni tratti della linea gravemente danneggiati, finanziati dalla Fondazione Ferrovie dello Stato italiane, la linea riapre.

L’associazione LeRotaie-Molise, un gruppo di appassionati di Isernia che oggi gestisce tutto l’aspetto relativo all’organizzazione dei treni, prende in gestione dalle Ferrovie delle Stato un convoglio anni Trenta, con locomotore Diesel e carrozze “centoporte”, di quelle con gli interni in legno ed un’eleganza nei particolari oggi inimmaginabile.

Tornano così i treni turistici sulla Transiberiana, nell’ambito di “Binari senza tempo”, un progetto della Fondazione Ferrovie dello Stato italiane per la valorizzazione delle ferrovie turistiche e, in una prima fase, in collaborazione con il Parco nazionale della Majella, che successivamente cede ogni incombenza all’associazione LeRotaie.

In questa fase c’è chi come Valentina Latini, titolare dell’agenzia di organizzazione di eventi “Euforie” e oggi responsabile dei mercatini, intravede in questa riapertura l’opportunità di “fare qualcosa di bello”.

L’idea dei mercatini di Natale nasce così da un’intuizione semplice. “Mi sono detta – racconta a Virtù Quotidiane – che se la gente è disposta a prendere un autobus o un treno per andare fino in nord Italia perché non dovrebbe venire qui?”.

Un’iniziativa su cui nessuno avrebbe mai scommesso ma che alla fine si è dimostrata vincente. Valentina, che ha iniziato con 10 casette a Campo di Giove e 9 a Roccaraso, oggi ha raggiunto numeri ben diversi: 32 casette a Roccaraso, e 25 casette e 15 hobbisti a Campo di Giove.

“E l’obbiettivo – aggiunge – è crescere ogni anno”.

Quest’anno, ad esempio, si è provveduto all’accoglienza in stazione con intrattenimento musicale degli zampognari e della Banda dei Babbi.

Le corse, dicevamo, sono due al giorno. La corsa che parte alle 8,45 da Sulmona fa una sosta con colazione a Palena alle 10, e alle 11,30 arriva a Roccaraso dove sosta fino alle 15, successivamente i viaggiatori si spostano a Campo di Giove per ripartire poi alle 18,30 alla volta di Sulmona. La seconda corsa che parte invece alle 10, arriva a Campo di Giove alle 11, per raggiungere nel pomeriggio Roccaraso, da dove riparte alle 18,30.

Ci sono delle convenzioni con i ristoranti e pacchetti per il pernottamento, create dall’associazione LeRotaie e la cooperativa Pallenium Tourism. Si è cercato di lasciar spazio ad artigiani e produttori locali: il risultato è un insieme di colori e profumi diversi, dalle ceramiche di Castelli alle candele artigianali, dalla lavorazione del legno a quella della stoffa, sino agli immancabili prodotti locali, come dolci e liquori, miele, confetti; con una buona dose di street food, tra cui arrosticini e caldarroste. Non mancano intrattenimenti per bambini, con un’animazione dedicata.

E mentre c’è chi continua a godersi l’atmosfera pre-natalizia, gli organizzatori stanno già pianificando i treni e gli eventi relativi al prossimo anno, in cui potrebbe esserci un’interessante novità. Si sta lavorando per risolvere alcune difficoltà logistiche ed inserire tra le fermate Pescocostanzo, uno dei borghi più belli d’Abruzzo che darebbe senz’altro lustro all’iniziativa.

Nel frattempo, chi volesse godere della bellezza della Transiberiana d’Italia e non è interessato agli eventi natalizi, può cercare tra i tanti appuntamenti in calendario, organizzati dall’associazione LeRotaie: come il treno della Polenta a Pettorano sul Gizio, o quelli della neve che, tra gennaio e febbraio, arriveranno a Roccaraso e a Castel di Sangro ma, andando avanti con le stagioni, c’è l’imbarazzo della scelta tra fiumi, antichi mestieri, folklore, foreste e tutte le meraviglie che l’Abruzzo sa offrire. Maggiori informazioni all’indirizzo http://www.lerotaie.com/www.lerotaie.com/home.html.

È pomeriggio e i turisti tra un sorriso e un ultimo giro, si preparano a risalire in carrozza. Forse non ne sono consapevoli ma hanno assistito ad un piccolo miracolo: non saranno i mercatini del nord Europa con alle spalle una storia decennale ma l’iniziativa, insieme ad altre simili, sta dando un’opportunità alle piccole economie locali e sta mantenendo alta l’attenzione su una delle ferrovie più belle d’Italia.

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