SÌ ALLA RACCOLTA DI FUNGHI E TARTUFI, NO ALLA CACCIA: I CHIARIMENTI DI IMPRUDENTE SUL DPCM


L’AQUILA – Raccolta delle olive e spostamenti per andare e per tornare dai frantoi, attività imprenditoriale di carattere agricolo, ricerca e raccolta di tartufi e cura di orti, vigneti, aree ortofrutticole e ricoveri per animali sono consentite anche al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione all’interno della fascia oraria 5-22.

Il chiarimento arriva dal vice presidente della Regione Emanuele Imprudente, con delega all’Agricoltura, dopo le numerose incertezze che hanno investito il mondo agricolo con l’ingresso dell’Abruzzo tra le regioni “arancioni”, cioè con maggiori ristrettezze tra cui, appunto, il divieto di spostamento da un comune all’altro.

Esclusivamente per gli agricoltori professionisti, come imprenditori agricoli, dipendenti delle imprese agricole e coltivatori diretti, gli spostamenti per andare e per tornare dai frantoi sono consentiti anche durante gli orari notturni ricompresi dalle 22 alle 5 del giorno successivo.

Per quanto concerne la raccolta dei tartufi, l’importante è che il raccoglitore abbia sempre con sé il tesserino di abilitazione alla raccolta dei tartufi in corso di validità, copia dell’attestazione del versamento della tassa regionale dell’anno in corso e, se non è titolare di partita Iva specifica (con codice Ateco 02.30.00 “raccolta di prodotti non legnosi del bosco”), copia dell’attestazione del versamento per sostituto d’imposta entro i 7.000 euro del modello F24.

La raccolta a titolo amatoriale dei tartufi, nonché quella di funghi, erbe e frutti spontanei, può invece essere effettuata esclusivamente nel comune di residenza.

Non è infine consentita la caccia: “Per quanto riguarda l’esercizio dell’attività venatoria si resta in attesa di pronunciamenti ed indicazioni da parte del Ministero e delle autorità competenti appositamente interpellate”, afferma Imprudente in una nota, “con l’auspicio che possa essere consentito lo spostamento anche al di fuori del proprio comune, al fine di contenere le popolazioni, in particolare, di cinghiali, nell’interesse pubblico di salvaguardia dell’incolumità e della salute dei cittadini (incidenti stradali e diffusione della peste suina), nonché per limitare copiosi danni all’agricoltura”.

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