TEATRO COMUNALE DELL’AQUILA, IL SIPARIO OPERA D’ARTE VISTO DA VICINO


L’AQUILA – Abbiamo parlato di sipario, si è parlato di fondale. Cosa è quello che è stato rinvenuto nel Teatro Comunale dell’Aquila in ricostruzione post-terremoto? Lo abbiamo guardato da vicino.

Tecnicamente ci troviamo di fronte a un sipario “con tiro in seconda”, cioè “a caduta”, oggi di rara presenza nei teatri.

L’opera, ripiegata per anni in una cassa, mostra chiaramente i soggetti e presenta colori ancora vividi.

Sono visibili i volti, i colori delle vesti, e al centro un tempio greco con colonne doriche.

A dipingerlo fu il boemo Franz Hill poco prima del 1820 per la Sala Olimpica del complesso di Sant’Agostino. Il sipario, alla demolizione della sala, nel 1857, venne destinato al Teatro Comunale che nasceva. Hill era un raffinato artista, autore anche di pregiati affreschi nella Reggia di Caserta.

Il sipario è una vera opera d’arte realizzata su 100 mq di stoffa, e ciò che Hill ha raccontato è un antichissimo episodio di storia locale: la vicenda del Libro VII dell’Eneide riguardante i guerrieri amiternini che s’avviano verso il combattimento.

Ora l’opera è stesa nello spazio pavimentale della torre scenica, cioè sotto il palco che sarà.

La si dovrà mettere in sicurezza, studiare, analizzare e poi restaurare. Ciò avverrà grazie ai fondi per il miglioramento sismico, che comprendono anche l’arredo.

Ci vorrà tempo, ma il recupero di un elemento così prezioso, unito alle innovazioni che il Teatro Comunale porta con sé, regalerà all’Aquila un luogo per l’arte, di grandissimo interesse.