“AMICI MIEI ATTO II°”, QUELLA FAMOSA SCENA DELLA VIA CRUCIS LUNGO LA STRADA PER ROCCA CALASCIO


L’AQUILA – Nonostante la forte malinconia di cui le vicende del primo episodio di Amici miei sono permeate, la componente ludica, gli scherzi feroci da questi compiuti e le loro formidabili battute lasciarono comunque il segno, con un successo di pubblico talmente dirompente da convincere i produttori e Monicelli, a ripetere l’operazione sette anni dopo, nel 1982, con un film altrettanto graffiante e convincente.

Con Renzo Montagnani al posto di Duilio Del Prete nel ruolo del “Necchi”, la divertente banda di buontemponi formata da Ugo Tognazzi, “il Conte Mascetti”, Gastone Moschin, “il Melandri”, Adolfo Celi, “il Sassaroli”e Philippe Noiret, “il Perozzi”, ricominciò quindi imperterrita a fare scherzi, talvolta futili, talvolta pesanti, come se si trattasse di una loro strenua difesa contro la vecchiaia, e per esorcizzare la paura di aver sbagliato tutto nella vita e trovare la forza di andare avanti.

Nel 1985 arriverà poi anche un terzo capitolo della saga, e, come il secondo, avrà un errore di grammatica addirittura nel titolo: infatti l’italiano non prevederebbe, come invece avviene, l’utilizzo dell’apice, ossia del cerchietto, con i numeri romani.

Tra le gustose malefatte compiute dai protagonisti in questo secondo atto, le cosiddette “zingarate”, va ricordata la geniale operazione da loro definita “servizio torri” che coinvolge i malcapitati turisti di Pisa per sostenere la caduta del celebre monumento e la dissacrante e feroce sequenza della Via Crucis, nella quale la vittima è uno degli “amici”, il Melandri.

Perdutamente innamorato della bella Noemi, interpretata da Domiziana Giordano, il malcapitato architetto viene da questa coinvolto in una rievocazione della Passione, ignaro del fatto che i suoi amici lo stiano aspettando lungo il percorso travestiti anche loro da figuranti pronti a passare dalla finzione ai fatti, percuotendolo realmente e tirandogli autentiche pietre fino al punto scelto per la rappresentazione della crocifissione.

Questa celebre scena fu girata in provincia dell’Aquila, a Calascio, lungo una stradina sterrata e nello spiazzo antistante le rovine del borgo, sotto la Rocca, e per l’occasione furono utilizzate comparse locali e veri turisti che si erano recati quel giorno a visitare il posto: se si presta bene attenzione alle immagini in questione, non sarà difficile scorgerne alcuni che guardano curiosi verso la cinepresa, e altri che ridono di fronte alla divertente scena.

La Rocca è visibile solo in una breve inquadratura di controcampo, quando non paghi delle torture inflitte al loro amico gli autori del crudele scherzo si avvicinano alla croce issata per continuare a vessarlo.

Se si eccettua un breve documentario di Romano Scavolini del 1968, Amici miei atto II° fu il primo film importante ad utilizzare la location di Calascio, seguita subito dopo dall’amatissimo fantasy Ladyhawke, da Il nome della Rosa e tanti altri, compreso lo sceneggiato televisivo La Piovra 7.

“Sono trascorsi sette anni dalle storie raccontate nel primo Amici miei ma i protagonisti, oramai più vicini ai 60 che ai 50, continuano ad organizzare burle e scherzi feroci: grazie ad un lungo flashback anche il Perozzi, che era morto alla fine del primo film, torna a riunirsi al gruppo di imperterriti buontemponi…”.

Regia: Mario Monicelli
Sceneggiatura: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli, Mario
Monicelli
Fotografia: Sergio D’Offizi
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Musiche: Carlo Rustichelli
Produzione: De Laurentis per Filmauro Italia 129 min. Colore
Interpreti: UgoTognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Philippe Noiret, Renzo Montagnani, Milena Vukotic, Franca Tamantini, Paolo Stoppa, Angela Goodwin,Alessandro Haber, Domiziana Giordano

*critico cinematografico

L’uscita del mio volume Il cinema forte e gentile, dedicato ai film girati nella nostro stupendo Abruzzo, credo possa costituire anche uno stimolo per porre la giusta attenzione verso opere non sempre note che fanno parte di diritto della storia del nostro territorio e che spesso ne hanno fatto conoscere ovunque le bellezze e le tradizioni!

Sfogliando insieme le pagine della pubblicazione, realizzata con la preziosa collaborazione della casa editrice Arkhè, mi soffermerò con i lettori di Virtù Quotidiane sui momenti a mio parere più interessanti, raccontandovi aneddoti e tanti particolari sui luoghi scelti per quei film: mettiamoci quindi in marcia, alla scoperta, come è tradizione delle pagine che ci ospitano, del bello nascosto e dei piccoli segreti anche cinematografici di questa nostra terra meravigliosa…