PERDONANZA, IN TREMILA SFIDANO PIOGGIA E RESTRIZIONI PER ASSISTERE ALL’APERTURA DELLA PORTA SANTA


L’AQUILA – “Ho fiducia nell’uomo che accetta il dolore e lo trasforma in coraggio morale”. Dall’altare della basilica di Santa Maria di Collemaggio, il cardinale Enrico Feroci cita Ignazio Silone che proprio su Papa Celestino ha scritto L’avventura di un povero cristiano.

L’omelia si chiude per dare spazio alla preghiera dei fedeli e alle canzoni dell’offertorio. “Nella terra baciata dal sole, lavorata dall’umanità”, dove nasce il grano e un pezzo di pane, l’uva e un sorso di vino. Parole, note e gesti rituali che accompagnano l’apertura della Porta Santa nella 727esima Perdonanza celestiniana.

Alle 20,21 i tre colpi del cardinale Feroci con il bastone di ulivo accompagnato a Collemaggio dal Giovin Signore Federico Santilli. Al suo fianco la dama della Bolla Marianna Capulli che ha invece portato l’astuccio in cui per secoli è stato custodito il prezioso documento del Papa eremita (la Bolla sarà mostrata all’interno della basilica di Collemaggio nell’arco delle 24 ore di apertura della Porta Santa).

“Per tutti noi è un’emozione grandissima”, dice la donna, insegnante della scuola primaria del Torrione e madre”.

“Quest’anno è stata data rilevanza particolare alla formazione e sono felicissima di essere stata scelta come Dama della Bolla. Ho sempre guardato a questa ricorrenza con grande affetto sin da quando ero bambina ed essere qui a sfilare è qualcosa di inatteso e speciale”.

I due hanno fatto parte di un piccolo corteo di figuranti principali partito dalla villa comunale poco dopo le 18. In testa Martina Ciccone, con la croce del Perdono forgiata dall’artista aquilana Laura Caliendo poi indossata dal cardinale Feroci, originario di Pizzoli peraltro.

A sfilare anche Il sindaco Pierluigi Biondi insieme al sottosegretario Lucia Borgonzoni, al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, al presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari oltre a rappresentanti delle forze dell’ordine.

Il resto dei figuranti, circa 200, sono stati disposti ai due lati di viale Collemaggio. Costumi storici, gruppi di sbandieratori e uomini d’arme.

Un corteo statico in mezzo al quale – secondo fonti comunali – sono transitate complessivamente 2.500-3.000 persone, circa 600 a “onda” con un massimo di 20 minuti consentiti per percorrere viale di Collemaggio. Una volta sul piazzale bisognava avere i braccialetti gialli per assistere alla messa in uno dei maxischermi allestiti anche per i concerti di questi giorni. Solo chi aveva il braccialetto rosso poteva invece accedere alla basilica (circa 300 persone più i religiosi).

L’allerta meteo ha spinto gli organizzatori a prevedere tutte le funzioni all’interno, ma di fatto ha piovuto solo nella prima parte del pomeriggio. Tra le autorità anche il presidente della Regione, Marco Marsilio, il vicepresidente Emanuele Imprudente, gli onorevoli Luigi D’Eramo e Stefania Pezzopane, il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini.

Con loro, il rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse, oltre a Elena Sinibaldi del Mic-Ufficio Unesco ad accompagnare di fatto quella che è la prima Perdonanza sotto questa prestigiosa egida. Anche in questa occasione è stata ricordata Giovanna Di Matteo.

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