“ALCHIMIE”, IL NUOVO MENÙ DELLA NUOVA LAVANDERIA È UNA COSTELLAZIONE


PESCARA – Dodici simboli si uniscono nel segno della luce in una costellazione di sapori. Alchimie è il nuovo menù della Nuova Lavanderia, il cocktail bar di via Cesare Battisti a Pescara.

Nato a ottobre 2014, dall’idea del titolare e bartender Francesco Silvestri, in quella che un tempo era una vera lavanderia, “Principe – lavaggio ecologico con sterilizzazione”, come recita l’insegna rimasta quella di allora, questo cocktail bar in stile speakeasy è la certezza del bere bene a Pescara.

Francesco è stato un vero pioniere, a cominciare dalla scelta della zona nel quale creare la sua Lavanderia, oggi centro nevralgico della proposta di food and beverage pescarese, ma anche nel puntare tutto su un cocktail bar, negli anni letteralmente esplosi in città.

Non è solo una miscelazione di alta qualità, sostenuta da una inarrestabile creatività dei bartender ad attirare una clientela corposa, stabile e affezionata. Il pezzo forte è la solarità di Francesco e del suo team che accolgono tutti al suono del motto, ripetuto come un mantra, Aloha e Sciabbenedette, che unisce la cultura hawaiana a quella abruzzese, in un messaggio beneaugurante. Oggi più che mai rincuorante.

Francesco e il suo team, formato dal barman Ivan Di Vittorio, da sempre nella squadra della Nuova Lavanderia e Federico Sergente, hanno alimentato la creatività e tirato fuori un menù invitante e misterioso.

Alchimie è una costellazione di 12 simboli: Psiche, Caos, Luce, Ombra, Eros, Sogno, Cielo, Essenza, Terra, Coscienza, Armonia, Riflesso. A ciascuno corrisponde un cocktail.

“Il nuovo menù, la cui grafica è stata realizzata da Tonino Bosco, è basato su simboli e contrasti e tocca direttamente l’animo del cliente”, racconta a Virtù Quotidiane Francesco, che ha mosso i primi passi nella mixology a sedici anni dietro il bancone di Mr Foggy, lo storico pub di Torrevecchia Teatina (Chieti), aperto alla fine degli anni ’90 dal padre Enrico, quest’ultimo presenza immancabile della Nuova Lavanderia, certezza diventata familiare per tutti gli assidui frequentatori.

“La copertina ha un piccolo foro dal quale si vede un puntino. Una volta aperto il menù, il foro diventa il simbolo di ombra e il punto è quello di luce. Da lì si apre la costellazione di simboli. I cocktail possono essere scelti per istinto, seguendo l’ispirazione derivante dal simbolo o dal nome –  dice Francesco -. Oppure, girando il menù nel retro di copertina c’è la lista tradizionale che permette una scelta razionale, guardando gli ingredienti”.

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