SPUMANTITALIA A PESCARA: L’ABRUZZO OSSERVATORIO EFFERVESCENTE DEL MOVIMENTO SPUMANTISTICO ITALIANO


PESCARA – Si chiama personalità. Nel senso di fedeltà al territorio, carattere, tipicità, senso di appartenenza, vocazione naturale. Che fa lo stesso. Identità da salvaguardare e coraggio di scommetterci. Insieme possono portare lontano. Con brio. Uve Pecorino, Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo, Cococciola, Montonico, Passerina spumantizzate. Ovvero come tenere testa al nuovo stile del bere, moderno, dinamico, vivace, non convenzionale. E con schietto accento territoriale. L’Abruzzo ne ha da vendere. E può lanciarsi nella sfida.

Quel carattere ruspante, spigoloso e spesso indomabile, eppure schietto, va tradotto in punto di forza, “potenzialità di offerta strategica per le aziende abruzzesi”. Una bevuta riconoscibile, inconfondibile, che valga il viaggio. Ogni bottiglia un territorio da scoprire. Qualità della materia prima (che c’è tutta), perizia nei metodi di produzione, estro nell’assemblaggio delle uve e disinvoltura nell’interpretare il prodotto, raccontarlo, esibirlo.

È il nodo su cui lavorare sodo, l’opportunità da non perdere per la comunità enoica regionale e nazionale. Lo hanno detto chiaramente gli esperti nazionali del settore richiamati venerdì e sabato al Museo Genti d’Abruzzo da “Spumantitalia”, due intense giornate formative e insieme ludiche all’insegna di“aggregazione e cooperazione, alla ricerca di un linguaggio comune”. Una festa, in buona sostanza, culminata con l’exploit di circa sessanta etichette espressione della biodiversità italiana al banco d’assaggio aperto all’intera città.

Una realtà quella del “vino effervescente” (secondo la nomenclatura internazionale) dalle grandi potenzialità “ancora da esprimere” grazie alla straordinaria ricchezza di varietà territoriali. Ne è conferma l’effervescenza della produzione di spumanti da uve tipiche abruzzesi.

“Euforia”, sottolinea a Virtù Quotidiane Valentino Di Campli, numero uno del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, “che ha attratto l’attenzione dell’autorevole rivista Bubble’s Italia e del suo editore Andrea Zanfi nello scegliere l’Abruzzo e Pescara come location strategica per il simposio, in posizione perfettamente equidistante tra nord e sud nel movimento spumantistico italiano”.

Partner prezioso di Bubble’s e del Consorzio, l’assessorato regionale alle politiche agricole: Spumantitalia è stata cofinanziata dalla Regione Abruzzo con fondi Psr 2014-2010. La produzione di vini rappresenta il 20% dell’economia agricola regionale e l’export 2017 segna +13% rispetto all’anno precedente,

Il sistema spumantistico capitale italiano, quarantuno aree geografiche che danno origine a spumanti autoctoni di territorio ambasciatori del made in Italy. “Ciò che ci rende unici al mondo”, sottolinea Andrea Zanfi, “siamo primi al mondo con i vini spumanti da uve tipiche, un giro d’affari di quattro miliardi, duecento milioni di bottiglie stappate in Italia nell’ultimo anno. Grazie al lavoro dei consorzi Doc e Docg lo spumante autoctono rappresenta il 15% dell’export dei vini italiani. Una realtà coinvolgente, una riflessione necessaria”

Tutto sta, riferiscono i tecnici a convegno, nel saper posizionare il prodotto, comunicarlo come qualcosa di caratteristico e unico. Far scoprire insieme con i vini il terroir, il tesoro di biodiversità agricola e umana di cui sono espressione. Quindi, tra gli operatori, fare sistema quanto più possibile, aggregare energie, cooperare. La strada maestra è tracciata, “una crescita che può portarci lontano”.

L’esordiente simposio ha acceso i riflettori in permanenza sul cangiante, seducente mondo delle bollicine di qualità: metodo tradizionale (classico), metodo italiano, vini effervescenti da metodo ancestrale “contemporaneo” diluiti da talk, approfondimenti, seminari in alternanza e in sovrapposizione.

Su tutti ricordiamo l’infinita, entusiasmante degustazione “Spumante Italia Autoctono” dedicata alle bolle da vitigni tipici (oltre trenta etichette nazionali, Abruzzo compreso). La degustazione d’autore condotta dal consorzio del Durello dei monti Lessini, trentadue anni dalla nascita della Doc, un modello di identità che sposa tradizione e innovazione con risultati emozionanti: tipicità che premia il rapporto col territorio.

In linea con le tendenze emergenti, a Spumantitalia il contest mixology fra dieci bartender italiani dedicato all’aperitivo più diffuso al mondo, lo spritz, eseguito con almeno 60% base spumante.

Senza tralasciare le cene di accoglienza riservate al comitato scientifico di Spumantitalia in visita a due realtà abruzzesi iconiche di altrettanti approcci solo apparentemente divergenti. L’azienda bio Chiusa Grande (Nocciano, Pescara) del vinosofo Franco D’Eusanio, pioniere nella certificazione dei vini, inventore di un metodo di degustazione multisensoriale (“Vinosophia”), sperimentatore di innovazioni che traggono linfa vitale dal terroir, su tutti il progetto Vini in petra: Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo con macerazione in vasche di pietra (di Pietranico).

E l’azienda Sarchese Dora, a Caldari di Ortona (Chieti), guidata da Nicola D’Auria, numero uno del Movimento Turismo del Vino. La tradizione culturale di famiglia unita a un’inventiva vivace e accattivante (Fontana del Vino, vigneto a forma di rosa dei venti, Cammino dei vignandanti) ne distingue la spiccata vocazione all’accoglienza (la più visitata in Abruzzo, oltre diecimila presenze l’anno) e la forza di scommettere, in anticipo sui tempi, sulla spumantizzazione delle uve tipiche: primo metodo classico da Montepulciano d’Abruzzo per il rosé e da uva Cococciola per il bianco.

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