TERAMO CON LA CANTINA DI PORTA ROMANA NELLA GUIDA SLOW FOOD, SCHILLACI ESULTA


TERAMO – Non ha mai risparmiato critiche alle guide, in particolare a quella di Slow Food sulla quale non compariva neanche un ristorante di Teramo. Oggi arriva la rivincita per Marcello Schillaci, il “picconatore” dei circuiti delle guide e degli ambienti più blasonati della ristorazione regionale.

La sua Cantina di Porta Romana, nell’omonimo rione – cuore antico della città, dall’anteguerra fino agli anni ’60 principale punto di riferimento per pastori e contadini dell’entroterra – è stata inserita nella blasonata Osterie d’Italia, edita proprio dall’associazione fondata da Carlin Petrini per tutelare la biodiversità e il cibo buono, pulito e giusto.

Custode dell’autentica cucina teramana, e “padre” del disciplinare delle virtù, piatto tipico del primo maggio, Schillaci a Virtù Quotidiane parla di “un grande riconoscimento alla cucina teramana, alla sua storia e in particolare alla cucina delle antiche cantine, che molto orgogliosamente attraverso la mia cantina penso di rappresentare con umiltà e passione”.

“Grazie a Massimo Di Cintio, curatore della guida per l’Abruzzo – aggiunge Schillaci – che ha saputo cogliere queste sensibilità, tenendo sempre presente che ogni riconoscimento in ambito professionale non può che fare enormemente piacere e stimolare ancora di più l’impegno e la passione”.

“In un ambiente piccolo stile anni Sessanta, Marcello e Maria raccontano i piatti della tradizione teramana più pura. A maggio si possono gustare le straordinarie virtù”, si legge su Osterie d’Italia 2020.

La Cantina di Porta Romana è una delle 5 new entry abruzzesi nella guida. Mentre sono 11 i locali in Abruzzo che hanno ottenuto il massimo riconoscimento della Chiocciola. (m.sig.)