“COSE BUONE” DA CARMEN, CON LA PASSIONE IL PIZZICAGNOLO SOPRAVVIVE


VILLA SANT’ANGELO – A non voler avere troppe pretese, potresti accontentarti di passare intere settimane a Villa Sant’Angelo. Al massimo prendi la bici e te ne vai alle grotte di Stiffe o dall’altra parte, a fare una passeggiata o un tuffo nel lago Sinizzo.

Però anche a voler restare in paese, il Villaggio Map, ai piedi del vecchio paese lesionato dal sisma, ha ricreato un punto di aggregazione prezioso per chi è ancora disorientato da otto anni a questa parte. Una piccola area commerciale allestita accanto al presidio sanitario, lì dove c’è la scuola, la farmacia e la sala del prete.

Al centro di questo villaggio – nel – villaggio c’è “Cose buone”, un negozio di alimentari fornito per rispondere a piccole e grandi necessità.

A portarlo avanti è Carmen De Michele, 38 anni, originaria del paese che ha un passato di studi di Scienze politiche.

“Ma è lavorando per Santino e Leda che mi è venuta l’idea di questo piccolo angolo enogastronomico”.

Fritti di latte, Fritti della sposa, i fritti di Santarella, in omaggio a una cuoca stimata e apprezzata in paese, tanto da dedicarle i fritti di semolino dolce, preparati seguendo una ricetta conosciuta nelle zone montane di Abruzzo e Molise.

Carmen è supportata dalla madre, Marisa Scimia che conosce bene altre ricette tipiche locali: tra le sue specialità c’è anche una pastinaca arrostita al forno e messa sott’olio.

“Sono innamorata del mio lavoro”, racconta la ragazza a Virtù Quotidiane, “e devo dire che ho la fortuna di non lavorare da sola. In tanti mi vogliono bene e mi sostengono, dandomi stimolo per fare sempre cose nuove. E sono contenta”, aggiunge, “che il mio negozio sta diventando un punto di ritrovo dove si ride e, qualche volta, si piange anche, ci si sfoga: quando succede qualcosa di brutto in paese sono in tanti a venire qui e parlare, nella speranza di trovare conforto l’uno con l’altro. Se succede qualcosa di bello, al contrario, se ne parla per giorni e giorni”.

Di qui, “Cose buone”, svolge una vera e propria funzione sociale.

“Mi sento un po’ la confidente dei miei clienti “, aggiunge Carmen, “perché ormai riconosco le loro espressioni e, quando chiedo come va, lo chiedo con affetto, non tanto per dire. Poi a volte sono loro a dirmi: ‘Che hai?’ È un dare per avere e, a volte, in un dubbio su quanto pane acquistare o se prendere una mozzarella o la mortadella c’è più significato di quello che sembra”.

Certo, sopravvivere è tutt’altro che scontato, vista la concorrenza della grande distribuzione. “Però riesco a resistere grazie anche alla disponibilità e alle offerte dei rappresentanti locali di grandi marche come Galbani, Fiorucci e Vismara, oppure di aziende consolidate sul territorio come L’Aquila Gel, specializzata in eccellenze e prodotti tipici”.

E ora già si pensa al Natale. Le associazioni del territorio si stanno riunendo per organizzare un mercatino da allestire nella seconda settimana di dicembre.