LA GIOVANE ABRUZZESE ANDATA A VIVERE SU UN’ISOLA IN MEZZO ALL’OCEANO ATLANTICO

foto @alvaro_r_p

PONTA DELGADA (AZZORRE) – Camminare sui sentieri, immersi nel verde di un’isola in mezzo all’Atlantico. Non è la descrizione di una puntata di un documentario di National Geographic, né la sceneggiatura di una nuova serie televisiva.

È al contrario la quotidianità di Lidia Di Ghionno, 34 enne abruzzese che ha scelto di vivere sull’Isola di Sao Miguel, nell’arcipelago delle Azzorre portoghesi, nel mezzo dell’Oceano Atlantico. Lidia, nata e cresciuta a Tollo (Chieti), lavora come guida e vive a Ponta Delgada, la città principale della regione autonoma delle Azzorre.

Ci troviamo sulla più grande delle nove isole di un arcipelago spettacolare, a circa 1.300 chilometri dalla costa portoghese e quasi duemila dal primo approdo canadese. Un luogo che evoca immaginari esotici e misteriosi, popoli isolati e turismo alternativo.

Qui Lidia è arrivata poco più di due anni fa, all’inizio dell’estate 2017, grazie al programma europeo Eurodyssey. Laureata e dottorata in biotecnologie degli alimenti, ha scelto un periodo di lavoro in un’università estera, quella delle Azzorre appunto, come migliaia di suoi coetanei.

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È in questo periodo che ha maturato l’idea di cambiare radicalmente lavoro e vita, innamorandosi di un luogo affascinante e totalmente diverso rispetto a tutti i posti dove aveva vissuto fino ad allora: “Appena diplomata mi sono trasferita a Perugia – racconta a Virtù Quotidiane – e lì sono rimasta per diversi anni, fino a quando ho deciso di trasferirmi qui”.

A Sao Miguel Lidia ha imparato i sentieri nella foresta quasi prima di aver appreso il portoghese, tanto è affascinata dagli scorci che offre quello che viene chiamato il “gruppo orientale” delle Azzorre.

“All’inizio facevo un lavoro non distante da ciò che avevo studiato, ma ora mi ritrovo a fare tutt’altro, e mi piace. L’hostel per il quale lavoro da tempo, Out Of The Blue, organizza dal gennaio scorso tour sull’isola. È stato comprato anche un furgone elettrico a tale scopo”, confida Lidia con la voce pacata di chi appare rilassata di fronte alle proprie scelte.

I tour consistono in trekking di medio livello, che implicano almeno un paio d’ore di cammino, attraversando le meraviglie naturalistiche dell’isola di Sao Miguel: boschi, terme, laghi, vulcani, cascate e fiumi.

Lidia è un’autodidatta, ma ha iniziato a interessarsi alla morfologia dell’isola grazie a un’associazione ambientale con cui intraprese le prime escursioni. Ha poi studiato sui libri la geologia dell’isola, le piante, la storia dei luoghi, sostenuta da una dipendente della sua stessa struttura ricettiva, più esperta, che l’ha aiutata nell’apprendimento: “Tra qualche tempo inizierò un corso per diventare guida dei Parchi naturali dell’arcipelago, perché chiaramente ho ancora tanto da imparare”.

E così, oggi, una ragazza venuta dal lontano Abruzzo, nata in una delle patrie del Montepulciano, fa la guida nella maggiore isola dell’arcipelago delle Azzorre, immerso nel blu atlantico.

Ma cosa ha stregato Lidia tanto da restare a vivere così lontano dagli affetti, dalla cultura che l’ha cresciuta, dai luoghi cari? “Mi piace l’idea di essere circondata dall’oceano – evidenzia – avere la natura più bella a portata di mano tutti i giorni. Mi fa stare bene”.

Con il turismo in crescita, alle Azzorre aumentano anche gli italiani. In molti pensano di trovare un clima simile a Canarie o Baleari, ma al contrario è molto instabile, sono frequenti le piogge e si possono vivere anche tutte e quattro le stagioni in un solo giorno.

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In fondo, senza la pioggia le isole dell’arcipelago non sarebbero così verdi, non ci sarebbero i meravigliosi laghi vulcanici e neanche quel tocco mistico che spesso la nebbia crea all’orizzonte.

Come tutte le scelte radicali c’è sempre il risvolto della medaglia. Ogni tanto, dice, è necessario uscire e tornare sul continente: “Qui sicuramente la vita è più calma rispetto ad altre città. Senza scomodare le grandi capitali, direi anche più calma di Perugia. Mi manca la vita culturale che c’è nella città media italiana, il cinema o i festival, ma compenso con la natura e con quello che viene organizzato qui, soprattutto nei mesi estivi”.

Nella serata tipo di Ponta Delgada si fa quel che si fa in una normale città di media grandezza. Gli azzorrani trattengono molte delle caratteristiche tipiche delle popolazioni isolane: leggermente introversi, ma anche molto ospitali, genuini, accoglienti: “Soprattutto sulle isole minori è ancora comune fare l’autostop con molta tranquillità”, racconta la giovane.

Probabilmente Lidia detiene anche il primato di essere l’unica abruzzese della città, circa 60 mila abitanti, e forse anche dell’intera Sao Miguel: “Quando vengono a sapere che sono italiana si incuriosiscono alla mia storia. In realtà, però, nessuno sa dov’è l’Abruzzo”, confida sorridendo, poco prima di accingersi a ripartire alla scoperta dei segreti in un’isola remota dell’Oceano Atlantico.

L’evocazione di un immaginario romantico e misterioso. Che potremmo definire fantastico, se non fosse la sua bella realtà.

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