SPARAGN E CUMBARISC, LA MODA PARLA ABRUZZESE


VASTO – Il titolo di una delle più celebri serie tv degli anni ’90, Friends, con il suo inconfondibile font, si trasforma nell’apprezzamento dal sapore local “Fregno”. L’iconico marchio di una delle maggiori aziende al mondo di abbigliamento, Levi’s, diventa un invito schietto a togliersi di torno: “Livt'”. C’è poi la banana Chiquita che cambia in “Scilita”, e ancora la mitica e golosa Nutella si trasforma in “Ndundì” e via così. Il più famoso dei leccalecca diventa Leccamuss (schiaffo); il mondo rosa di Barbie non poteva che tradursi con “Bardasce”. Il baffo della Nike è la cornice per “’Ngul”, l’espressione forse più versatile del dialetto abuzzese, capace di adattarsi per manifestare stupore, ma anche disapprovazione.

Modi di dire, piatti tradizionali, luoghi simbolo. Tutto ciò che è Abruzzo diventa moda per Sparagn e Cumbarisc, il brand 100 per cento abruzzese. Dietro questo modo di vestire local, tra t-shirt, felpe, cappellini, ma anche gadget vari, c’è lo spirito e la creatività di Anastasia Massone, grafica trentenne di Vasto (Chieti).

Tutto è cominciato nel 2014, “con un progetto nato non in chiave abruzzese – racconta a Virtù Quotidiane -. Lo stile era lo stesso, ma non lo sentivo mio. Volevo cercare qualcosa che mi appartenesse, coerente con quello che mi piaceva”.

In principio iscritta alla facoltà di Cinema al Dams di Bologna, Anastasia è sempre stata appassionata di grafica, un percorso che ha deciso di coltivare da autodidatta, lavorando per diversi anni nello studio dello zio, “un luogo che mi ha trasmesso il mood giusto del lavoro, qualcosa che non ti stanca, che non smetti mai di fare perché è ciò che ti piace”.

Nel 2016 la giovane grafica decide di realizzare per se stessa una maglietta, rappresentando cosa le piaceva davvero. “Mi sono detta, facciamo vedere al mondo che mi piacciono le Pallotte cace e ove”, che raffigura prendendo spunto dal famoso logo delle fiamme, a indicare la cottura, con una scritta rossa come il sugo. L’anno successivo inizia la produzione.

“Ho deciso di investire subito i guadagni della prima maglietta nella realizzazione della seconda Sparagn e Cumbarisc, che all’epoca non era ancora il nome della mia pagina, che gestivo come Philip Uttana, un nome nato per scherzo. Quando è venuto fuori il motto di Sparagn e Cumbarisc, che è stato il primo adesivo che ho stampato, mi ha sempre accompagnato e così ho deciso di renderlo il mio marchio”.

Parte l’inarrestabile corsa di Anastasia, che colleziona follower sulle pagine Instagram e Facebook e sforna uno dietro l’altro nuovi modelli, traendo ispirazione da quello che le capita attorno. “Spesso vado al supermercato e mi colpisce qualcosa. Ogni volta è una sinestesia per me, – associazione tra parole di sfere sensoriali differenti, ndc – e come mi viene in mente un’idea devo farla in quel preciso istante. Io vivo il brand”. E con lei la grande community che è riuscita a creare attorno alla valorizzazione dell’Abruzzo.

Sparagn e Cumbarisc è diventata una piccola realtà familiare, sia per la connessione con i suoi affezionati clienti, ma anche per il supporto che riceve dai genitori, Michele e Giuliana che gestiscono le spedizioni. Ad affiancarla anche Francesco Malatesta, che cura il sito internet.

Oltre al portale di e-commerce, Massone ha aperto un negozio a Vasto. Pensato in principio come temporary shop nel 2018, solo per il periodo di Natale dall’8 dicembre al 18 gennaio, a settembre 2019 lo ha riproposto, senza più fermarsi.

A proposito di Natale, nella collezione di Sparagn e Cumbarisc non mancano i modelli a tema. “Ogni anno a novembre, pubblico una felpa in stile maglioni di Natale (brutti) che ovviamente faccio in chiave abruzzese”, spiega la vastese.  La prima è stata “Stetv a la cas. La neve l’ha sembre fatto”, il tormentone lanciato, inconsapevolmente dall’indimenticato Giustino di Chieti, ormai simbolo dell’Abruzzo, a cui peraltro Anastasia ha regalato il suo maglione, mentre la seconda “S’ha fatt nott e lu porc n’arvé”.

In attesa dell’ultima creazione natalizia, sebbene dovesse essere solo una provocazione lanciata sui social dalla grafica sull’onda del successo (incomprensibile) delle scarpe Lidl, visto l’entusiasmo suscitato nella community, ora la Massone lavorerà su scarpe e ciabatte Sparagn e Cumbarisc.

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