DANNI DA FAUNA SELVATICA NON RIMBORSATI, SALE PROTESTA AGRICOLTORI PARCO SIRENTE
L’AQUILA – Si alza la guardia di agricoltori e allevatori che da mesi sono in attesa dei risarcimenti dei danni causati dalla fauna selvatica: dopo l’occupazione della sede del Parco regionale Sirente-Velino, a Rocca di Mezzo (L’Aquila) si dà ora appuntamento anche Confagricoltura, che annuncia per lunedì un presidio di protesta.
L’ostacolo è rappresentato dalla norma del “de minimis” imposta dall’Unione europea, secondo la quale non si possono superare i 15mila euro di risarcimenti in 3 anni, perché altrimenti diventerebbero aiuti di Stato, considerati illegittimi. Ma, fanno notare agricoltori e allevatori, si tratta di una cifra improponibile per aziende che hanno subìto danni molti più ingenti.
“Che i cittadini non debbano aver fiducia nel sostegno della politica, è cosa ormai nota, la cosa che mi avvilisce è che sembra sia obbligatorio confermare tale assioma. Dopo due giorni di presidio pacifico della sede del Parco abbiamo ottenuto soltanto la piacevole presenza dei carabinieri, piacevole e gradita a chi come noi non ha niente da temere dalla legge, anzi, abbiamo piuttosto molto da segnalare in quanto ad omissioni, e lo faremo”, dice Vinicio Blassetti, agricoltore di Massa d’Albe, in una nota condivisa anche da Confagricoltura.
“Nessuno della Regione Abruzzo si è palesato a rispondere alle richieste che da anni reiteriamo e che avevamo ribadito 18 giorni fa!”, aggiunge, puntando l’indice anche contro i consiglieri regionali: “Chiamarsi fuori da una partita che vede immani sofferenze degli imprenditori in questione – dice -significa non avere ben chiaro il mandato verso il quale si è pronunziato giuramento”.
La media delle somme che agricoltore e allevatori attendono da 3 anni è di 50mila euro ad azienda. Sono in particolare cinghiali e cervi, che essendo tutelati non possono essere abbattuti all’interno dell’area protetta, a causare i danni maggiori alle colture e agli allevamenti.
“Vogliamo parlare direttamente con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, perché sia l’assessore ai Parchi, Donato Di Matteo, che quello all’Agricoltura, Dino Pepe, ci hanno detto che solo lui può intervenire”, ha detto Giuseppe Turavani, agricoltore di Goriano Valli.
“Sia il commissario che il direttore fanno telefonate in continuazione – aggiunge – ma noi finché non si risolve non ci muoviamo, perché sono anni che c’è questo problema. Il 27 dicembre scorso c’è stata una manifestazione all’Aquila in cui ci hanno promesso l’apertura di un tavolo di confronto, cosa che non è mai avvenuta. Lo abbiamo sollecitato con varie comunicazioni ma non ci hanno mai ricevuto”. (m.sig.)
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