AGRICOLTURA SOSTENIBILE PER SUPERARE LA CRISI, LE POLITICHE DEL FUTURO SECONDO LA CIA CHIETI-PESCARA


CHIETI – Superare la crisi generata dall’emergenza sanitaria, puntando su un’agricoltura sostenibile. È questa la grande sfida che attende il sistema agroalimentare abruzzese e italiano, ma anche europeo. Del futuro della nuova Pac, la politica agricola comune del domani si è parlato nel corso di un convegno online organizzato dalla Cia Agricoltori Italiani Chieti-Pescara.

Durante l’evento, moderato dal giornalista Pasquale Tritatepe, si sono susseguiti gli interventi di Nicola Sichetti, presidente Cia Chieti – Pescara, Mauro Di Zio, presidente regionale, Alessandra De Santis, responsabile Affari Europei Cia-Agricoltori Italiani, Emanuele Imprudente, assessore Politiche Agricole Regione Abruzzo, Paolo De Castro, coordinatore S&D, Comagri-Parlamento Europeo e Dino Scanavino, presidente Cia-Agricoltori Italiani.

“Bisogna definire le linee strategiche dei prossimi anni, per rendere l’agricoltura sostenibile, ma anche un asse fondamentale della transizione ecologica in Italia – ha detto Sichetti nel suo intervento -. Ci sono tutte le condizioni per definire una politica per un’agricoltura capace di produrre alimenti di qualità e servizi ecosistemici. Per noi abruzzesi è fondamentale riconoscere il ruolo centrale dell’agricoltura per la valorizzazione delle aree interne, delle aree protette, per la gestione sostenibile dei boschi e nell’attenzione alle tipicità e all’introduzione di tecniche di zootecnia estensive. Siamo di fronte a un cambio di paradigma. Gli agricoltori sono chiamati a svolgere una duplice funzione: produrre beni alimentari e ancora di più custodire e valorizzare i territori”.

Il presidente regionale Di Zio ha evidenziato come il comparto deve farsi trovare “pronto a essere parte attiva nella sostenibilità. Deve emergere il ruolo strategico dell’agricoltura per l’economia e per la sostenibilità dei territori. L’Ue sta mettendo a disposizione risorse importanti, oltre alla Pac, risorse straordinarie per la ripresa economica e la capacità deve essere di usare queste risorse nel modo più efficiente possibile. La necessità è di investire sul processo di innovazione digitale, che deve tenere conto della questione delle infrastrutture e che consentirà una ripresa e una giusta ricollocazione del ruolo fondamentale dei territori rurali. L’agricoltura dovrà essere un’attrattiva per le nuove generazioni ed essere un volano per la ripresa economica”.

Nella sua relazione, Alessandra De Santis è entrata nel dettaglio delle strategie inserite nel pacchetto Green Deal Europeo, sviluppato “per rendere l’Europa ad impatto ambientale zero entro il 2030. Sono azioni che impatteranno il sistema produttivo in ogni settore – ha specificato la De Santis -. Si tratta di una nuova visione di sviluppo che non coinvolgerà solo la parte dell’agricoltura vera e propria, ma tutta la filiera”.

I principali target stabiliti nel Green Deal Europeo prevedono la riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi; del 20% dell’uso dei fertilizzanti; del 50 % delle vendite di antimicrobici e l’aumento del 25% delle superfici ad agricoltura biologica.

“La strategia interviene su tutta la filiera e sarà una opportunità per creare un forte legame tra produttore e consumatore – ha continuato la responsabile degli Affari Europei della Cia -. La Farm to Fork (la strategia del Green Deal per rendere sostenibile il sistema alimentare, ndc), parla di metodi di produzione alternativi, di sistemi di allevamenti sostenibili, diete alimentari sane e interviene sulla partita delle etichettature. L’intenzione della commissione è di fissare una proposta legislativa per definire una norma comune europea per dare trasparenza al consumatore. La partita del Nutriscore però preoccupa, perché la definizione tra cibo buono e cattivo rischia di essere impropria andando a classificare prodotti come l’olio, ad esempio, come cattivi. La proposta italiana della Nutri Inform, che speriamo possa andare avanti, è quella di creare un’etichettatura che informi più nel dettaglio il consumatore. Tutto il pacchetto impatterà sul sistema agroalimentare. Questa nuova visione potrà essere una opportunità se gli agricoltori saranno protagonisti e avranno mezzi e misure per portare avanti questa transizioni”.

“Il dibattito è aperto e la richiesta della Cia – continua De Santis – è quella di un’analisi di impatto sul sistema produttivo, del mantenimento di livelli produttivi adeguati; di garantire la competitività del sistema e l’attenzione al consumatore. Per portare avanti il nuovo sviluppo e per traghettare il sistema produttivo verso un superamento della crisi post Covid, l’Ue sta mettendo in campo le risorse del Next Generation Eu, pari a 750 miliardi di euro. Le Regioni ora sono chiamate a fare una programmazione per i prossimi due anni”.

E proprio sul ruolo delle Regioni è intervenuto il vicepresidente della Regione, con delega alle Politiche agricole, Emanuele Imprudente che ha ribadito come “le Regioni vogliono avere un ruolo centrale e vogliono avere la certezza di agire nel modo più semplice possibile. La sfida è della semplificazione rispetto alla mole di risorse che abbiamo a disposizione. Avere 209 miliardi di euro a disposizione significa definire le scelte strategiche, ma soprattutto poterle attuare con un sistema amministrativo strutturale pronto. La partita si giocherà su una riforma in questo senso”.

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