AL PORTO TURISTICO DI PESCARA IL RACCONTO DI “MEDITERRANEA” TRA SAPERI E SAPORI D’ABRUZZO
PESCARA – Il Marina di Pescara porto aperto, luogo di esperienza tra mille racconti dell’eccellenza abruzzese. La 33esima edizione di Mediterranea, appuntamento ormai fisso dell’estate pescarese con i sapori made in Abruzzo, ha salutato ieri sera il grande pubblico dopo una tre giorni partita col freno tirato per la pioggia (che comunque non ha impedito la cena inaugurale e il concorso Astri Nascenti riservato agli studenti dell’istituto alberghiero Filippo De Cecco di Pescara) e proseguita con un crescendo di partecipazione tra sabato e domenica.
Oltre diecimila visitatori secondo la segreteria di presidenza della Camera di commercio di Chieti e Pescara. E la consapevolezza di “andare avanti” raccogliendo la visione d’insieme di Daniele Becci, rimpianto unificatore delle due territorialità camerali.
Così, nel padiglione espositivo che d’ora in poi porterà il suo nome e nella piazzetta del Marina riservata agli operatori dell’agroalimentare, trentotto espositori.
Su tutti quelli della birra artigianale e agricola prodotta sul territorio e raccontata nelle sfaccettate possibilità di abbinamento dall’esperto degustatore di Unionbirrai, Alfonso Del Forno.
Uno spazio di riguardo per l’extravergine di oliva, prodotto identitario e vanto del made in Abruzzo, rappresentato dalle Dop Colline teatine e Aprutino pescarese .
L’ente camerale Chieti-Pescara ha esordito a Mediterranea unendo per la prima volta natura, cultura ed enogastronomia. Street food, percorsi nella regione verde d’Europa e manufatti della tradizione conservati dall’Ente Mostra artigianato artistico di Guardiagrele (pronto alla 48esima edizione, il prossimo agosto) e dalla Fondazione Genti d’Abruzzo.
Un viaggio nella storia e nella bellezza che accompagna da sempre le genti d’Abruzzo, immersi nel contesto gaudente dei sapori tipici. Cibo per l’anima e cibo per la mente. Cibo da conoscere meglio (e mai abbastanza) con i laboratori tenuti dai vari esperti di olio, vino, formaggio, salumi, finanche fiori eduli, novità nel piatto dalle insospettabili virtù salutari come ha raccontato l’esperto Lorenzo Palazzoli.
L’Abruzzo che non t’aspetti, per dirla prendendo a prestito da Simone D’Alessandro che ha rivisitato il territorio in “dieci punti lontano dai luoghi comuni”.
“Borghi, castelli, mare, montagna, una complessità che ha condizionato la nostra storia e la nostra gastronomia” come sottolineato dal l’accademico della cucina Mimmo D’Alessio durante la cena servita “Sapori d’Abruzzo”, menu di terra e di montagna.
Convivio accompagnato dal racconto degli stessi produttori di tipicità, protagonisti assoluti della serata di domenica.
Come Gregorio Rotolo, il pastore scannese diventato icona contemporanea dell’Abruzzo interno con i suoi splendidi formaggi di tre latti prodotti tra gli alti e freschi pascoli di montagna.
L’arte esibita del mugnaio nel lavorare a mano – per svariati metri – “la molinara”, i tradizionali maccheroni di sola farina e acqua (e olio di gomito) da condire con il sugo di tre carni. Le venerate, pallotte cacio e uova di tradizione teatina, cibo essenziale piuttosto che “povero”, completo e nutriente come pochi altri, ha raccontato l’esperto gastronomo.
Non per ultimo lo storico tacchino alla canzanese da assaporare con la sua saporita gelatina. E la suadente ventricina teramana (di Crognaleto) prodotta da un artigiano artista selezionatore e trasformatore delle carni di maiale, Enrico Fracassa.
E ancora la pizza doce alle creme bagnata con l’alchermes, e per concludere il liquore Corfinio, ricetta teatina a base di essenze raccolte sulla Maiella. Ricetta che quest’anno compie 150 anni, ma non li dimostra. Un liquore sempre attuale, forte e gentile come potevano essere i popoli dell’antica Lega italica vittoriosi contro Roma proprio a Corfinio, prima capitale d’Italia.
Racconti di fierezza, forte appartenenza al territorio e grande desiderio di condividerne l’emozione.
Tanto da comunicare, rilanciare, valorizzare tra i i migliori prodotti dell’Appennino.
Un patrimonio inestimabile che ora grazie a Fondazione Vodafone e Fondazione Merloni entra nel circuito virtuoso “Best of the APPS”, iniziativa promossa con Regione Abruzzo e tesa a offrire nuove opportunità a settori come l’agricoltura, il piccolo commercio agroalimentare, cultura e turismo dell’Italia centrale (tra cui l’Abruzzo) penalizzata dai recenti terremoti.
Puntando sulle possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche e dal digitale, una sorta di Trip Advisor dei luoghi di produzione, aziende agricole, cantine, masserie.
Quattro le tipologie di prodotto per ora individuate: olio, salumi, formaggi, miele di montagna.
“Un fenomeno che potrà allargarsi ad altri prodotti e altri territori”, come anticipato dal curatore Giulio De Rita, del Censis. Annunciato in anteprima a Mediterranea, Best of the Apps sarà presentato il prossimo 5 luglio a Roma.
E Mediterranea numero trentatrè non si dirà conclusa prima dell’educational di due giorni partito ieri per una delegazione di tour operator, giornalisti e blogger provenienti da Germania, Francia, Spagna, UK, Lituania e Svizzera on tour alla scoperta dell’Abruzzo, sue bellezze e sue bontà.
Oggi visita al castello di Roccascalegna e pastificio Del Verde e rientro sulla Costa dei trabocchi.
Domani tour dedicato all’olio extra vergine di oliva con tappe a Moscufo, Pianella e Loreto Aprutino.
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