DA PAGANICA ALLA CHIESETTA DI SAN PIETRO AL MORRONE, SCAMPAGNATA TRA SACRO E PROFANO CON TANTE NOVITÀ


L’AQUILA – Anche quest’anno si rinnova la tradizionale “scampagnata” che, dal 2009, il sabato di giugno più vicino al giorno 29 si svolge da Paganica (L’Aquila) fino alla chiesetta di San Pietro al Morrone, lungo la strada provinciale che porta a Pescomaggiore.

Quest’anno il sabato cade proprio il 29 giugno. Ma non solo: la chiesetta ha tutto un altro volto. Sono ormai terminati, infatti, i lavori di ristrutturazione della chiesetta effettuati a cura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con opere importanti di consolidamento e messa in sicurezza, sotto la direzione dei lavori dell’architetto Giuseppe Meduri.

E sono in fase di imminente ultimazione alcuni lavori realizzati all’esterno grazie all’Amministrazione separata degli Usi Civici di Paganica e San Gregorio presieduta da Fernando Galletti.

Lavori che hanno reso fruibile l’accesso e uno spazio antistante con la realizzazione di un marciapiede.

Come ogni anno la parrocchia Santa Maria Assunta di Paganica in collaborazione con l’Associazione Culturale “La Fenice” invita, pertanto, la comunità a partecipare alla “scampagnata”

Alle 09,30 si parte dalla fontana di Sant’Antonio e, salendo per l’antica strada di Pescomaggiore, si giungerà alla chiesetta di San Pietro al Morrone; alle ore 11,00 celebrazione della Santa Messa dal Parroco Don Dionisio Rodriguez.

Questa tradizione popolare – ricorda Raffaele Alloggia, cultore di storia locale – viene da molto lontano, la chiesetta del sec. XII, dedicata a “Ecclesia San Petri ad Marginem”, come da censimento avvenuto negli anni 1312-1328 “Rationes Decimarum Italiae” Aprutium-Molisium”, che tratta di “Decime e Censi Vescovili”.

Nel maggio del 1313 dopo la canonizzazione di San Pietro al Morrone la chiesetta fu ri-denominata al Santo Eremita, a seguito dell’intercessione di Papa Celestino V nell’agosto 1294, per il rientro in città dei 64 capi famiglia paganichesi “esiliati” dopo la famosa “briga” con il castello di Bazzano, come ci racconta Buccio da Ranallo.

Anche la Chiesa Aquilana prese atto di questo evento che divenne parte integrante di una Laude medievale che si recitava la domenica alla Chiesa di 2 Collemaggio: “Aquila in divisione assai trovasty, che l’un castello all’altro facea guerra; venisty in questa terra e l’un coll’altro tucti li apparasty)”.

Nel 1668, al Papa Celestino V, fatto davvero eccezionale, dopo una rivisitazione della causa della sua rinuncia, effettuata durante il papato di Clemente IX, gli fu estesa la Santità anche come Papa, ed è per questa ragione che il nome San Pietro Celestino, richiama sia il monaco che il Papa.

Nel maggio 1876, si legge da Mons. Luigi Filippi Arcivescovo dell’Aquila, “… vi si celebra la Messa una volta all’anno, in questa chiesetta è eretto il semplice Beneficio sotto il nome di San Pietro al Morrone”.

Al suo interno ci sono tre affreschi di cui uno tre-quattrocentesco “Madonna con Bambino”, deturpato dall’incuria e da centinaia di graffiti, in alcuni dei quali sono riportate notizie storiche locali. In uno di questi viene ricordato un periodo nefasto per i paganichesi.

Infatti si legge che “nel mese di settembre del 1656 la peste entra a Paganica e vi durò doi anni e mezzo”; in un altro di questi graffiti si parla della carestia, quando nel “1716 fu grave ristrettezza, grana 19 il stuppello li fasoli”.

Hanno trovato spazio anche dei versi amorosi, ”Per amor de Arso amiche Ase”, con data “1534 addì primo jennaro”; sembrano siano riferiti a Rodrigo de Arzes, primo barone di Paganica.

Il terremoto del 6 aprile 2009, e quelli successivi del 2016 e 2017, avevano procurato danni importanti alla chiesetta, per cui in questi anni abbiamo rischiato di perdere questo scrigno di storia, ma nel 2018 il piccolo tempio è tornato a nuovo splendore e alla fruibilità della popolazione.

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