GLI ALBERI MONUMENTALI DELLA VALLE ORTICA, UN INCANTO LUNGO QUATTRO STAGIONI


ROCCA DI MEZZO – L’altopiano dei Piani di Pezza è una gemma racchiusa tra le montagne che offre attività e scenari suggestivi in ogni stagione: sci di fondo, sci alpinismo, ciaspolate in inverno, la fioritura dei crochi in primavera, trekking adatti a ogni appassionato, giri a cavallo e in Mtb in estate.

L’autunno, invece, è la stagione dei colori, consigliata per brevi o lunghe passeggiate nelle faggete magiche e silenziose, come quella della Valle Ortica. La Valle Ortica, o Vall’Ardica in dialetto rocchigiano, è un raccolto canalone che dai Piani di Pezza risale fino a Cimata di Pezza.

Nell’altopiano è l’unica zona non esposta a nord a essere coperta da vegetazione boschiva e ciò assicura, nel periodo autunnale, sia una temperatura più mite, sia una maggiore esposizione alla luce del sole nell’arco della giornata.

L’auto si può lasciare a Vado di Pezza, facilmente raggiungibile da Rocca di Mezzo (L’Aquila) o da Rovere, nell’ampio parcheggio oppure davanti al Rifugio del Lupo. Da qui ci s’incammina lungo l’unica carrareccia che taglia longitudinalmente la Piana per l’intera lunghezza di 5,5 km.

Siamo attorno ai 1400 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco naturale regionale Sirente Velino.

L’altopiano ha origine glaciale e carsico-alluvionale, dei vari laghetti che si creano dopo lo scioglimento della neve, soltanto uno permane tutto l’anno, perché alimentato da una sorgente perenne.

Dopo circa 3 km, sulla destra, si scorge un fontanile e una cisterna che si raggiungono tramite una stradina meno visibile. Da qui parte il sentiero, non segnato ma ampio e riconoscibile, che permette di accedere nel bosco.

Il giro che si consiglia è quello proposto dalla Sottosezione del Cai dell’Altopiano delle Rocche nella sua uscita inaugurale dello scorso aprile 2018: una passeggiata tra gli alberi monumentali della Valle Ortica.

Il percorso è facile, adatto anche ai bambini. Salendo dolcemente tra gli alberi, si giunge a una radura, poi a una seconda dalla quale si ridiscende sulla sinistra verso valle (prestare attenzione per trovare il sentiero) fino a tornare nei pressi della cisterna.

L’ambiente è incontaminato, selvaggio e al contempo gentile, quieto. I faggi sono maestosi, creano un’intricata trama che però mai opprime, rilassa invece, rappacifica con se stessi e la natura.

Il giro organizzato dai ragazzi del Cai delle Rocche permette di ammirare quattro tra gli alberi monumentali, registrati persino nell’elenco stilato dalla Regione Abruzzo nel 2012 : tre faggi che raggiungono i 5 metri di diametro e un salicone che ne misura 3 e mezzo. Si calcola che abbiano circa 250 anni e lo spettacolo che offrono all’osservatore lascia a dir poco senza respiro.

Dalla cisterna della Valle Ortica si riprende la carrareccia principale che torna a Vado di Pezza. Il percorso in totale è lungo quasi 10 chilometri, il dislivello comunque è minimo, di circa 200 metri. Per realizzarlo, non s’impiegano più di tre ore, ma al ritorno verso l’auto si è soddisfatti, si ha davvero la netta sensazione di essere un poco più ricchi. Alessandro Chiappanuvoli

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