LA RISERVA NATURALE DEL MONTE SALVIANO, UN’OASI DI PACE E UN TESORO DA SCOPRIRE


AVEZZANO – Oggi più che descrivere un’escursione desideriamo parlarvi di un intero comprensorio, la Riserva naturale regionale “Monte Salviano”, che si estende per 722 ettari a ovest del centro abitato. La Riserva è il polmone verde della città e una zona di pace e tranquillità immediatamente raggiungibile, dove gli avezzanesi possono lasciarsi alle spalle rumori, smog e pensieri.

Già parco periurbano del Salviano, è stata ufficialmente riconosciuta dalla Regione Abruzzo nel 1999, su ideazione di Sergio Rozzi e di un gruppo di ecologisti. Nel 2007, poi, è diventata anche sito di interesse comunitario, e da allora è gestita dell’associazione “Ambiente e è Vita” e dal Comune di Avezzano.

La Riserva è costituita da una piccola catena collinare che si estende dal Monte Cimarani, a nord, al Monte Salviano, a sud, ed è confinante con i Comuni di Luco dei Marsi, Capistrello e Scurcola Marsicana. Tra i due monti sorge il Santuario della Madonna di Pietraquaria, situato a 1000 metri sul livello del mare. Fu edificato nel XVII secolo e custodisce il quadro originale della Madonna di Pietraquaria (autore ignoto, XIII-XIV secolo), protettrice di Avezzano.

L’ambiente naturale muta notevolmente sia salendo di quota, sia procedendo da nord, più brullo, a sud, più boschivo. Nonostante l’incendio che nel 1993 distrusse il territorio, nella Riserva sono state individuate ben 740 specie di piante, tra le quali il raro Salvione giallo, che dà il nome all’area.

Gli alberi che si possono incontrare vanno dal pino nero, usato anni addietro per la riforestazione, al faggio, la roverella, l’orniello, il carpino nero, ma è possibile trovare, in alcune zone, anche castagni, aceri, cerri. Tra gli animali presenti, invece, abbiamo il tasso, il riccio, la lepre, la puzzola, la volpe, diverse specie di uccelli, nonché lo scoiattolo meridionale, simbolo della Riserva.

Attorno alla vegetazione che caratterizza le diverse aree è stata tracciata una rete sentieristica molto interessante ed eterogenea che soddisfa le esigenze di qualsiasi utente: sentieri lunghi e con un buon dislivello per chi ha voglia di fare escursioni più impegnative, brevi e facili percorsi per chi vuol fare soltanto una passeggiata. Ne sono stati tracciati ben 12 e sono perfettamente segnati, nonché collegati tra loro. C’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Noi – solo per la cronaca – abbiamo esplorato il Sentiero dei Prigionieri o Stregonia siciliana, il percorso Issopo comune fino al Santuario, poi siamo tornati sulla cima del Cimarani per un sentiero secondario e siamo riscesi a valle lungo lo zig zag o percorso castagno: oltre 9 km per 2,30 ore di cammino.

Oltre a poter godere di una splendida vista sulla Conca del Fucino e del Monte Velino e a potersi semplicemente rilassare su un prato o nelle aree attrezzate, la Riserva “Monte Salviano” è arricchita dalla presenza di importanti manufatti: il Teatro della Germinazione (1998), scultura dell’artista Pietro Cascella; la Casa del Pellegrino, un centro culturale dove sono esposte le foto della fauna e flora locale; i Cunicoli di Claudio, nella parte meridionale, costruiti dall’Imperatore romano tra il 41 e 52 d.C. per diminuire la portata del lago e salvaguardare i paesi limitrofi.

Segnaliamo, infine, che il territorio è arricchito, a sud, dal percorso panoramico “La via dei Marsi”, che fa parte anche del Sentiero Europeo E1 e che collega il Salviano al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dalla Grotta di Ciccio Felice, dalle Caverne Afra e La Difesa, mentre sul versante opposto si trovano le Grotte Palentine.

Insomma, la Riserva “Monte Salviano” è davvero un esempio perfettamente riuscito di quello che potrebbe definirsi parco naturale urbano: un’oasi verde a servizio immediato della città. E a testimoniarlo sta il gran numero di persone che abbiamo incontrato. Non resta che andare alla scoperta di questo tesoro. Alessandro Chiappanuvoli