PIZZERIA LICEO A PESCARA CHIUDE, MA IL FONDATORE PROMETTE: “PRESTO TORNEREMO”


PESCARA – Non c’è studente a Pescara che almeno una volta nella vita non abbia trascorso qualche ora di una mattinata di filone nella Pizzeria Liceo, di via Venezia. Da ormai un anno, con il primo lockdown, le serrande di una delle istituzioni gastronomiche della città si sono abbassate. Negli ultimi giorni sono tantissimi i pescaresi che attraverso post sui social stanno commentando con dispiacere e un pizzico di nostalgia la notizia della chiusura, condendola di voci e chiacchiericci sulle motivazioni che sarebbero alla base.

Ma nessun pericolo, Ercole Calchi è pronto a riaccendere i fuochi. Pizzeria Liceo riaprirà. “Nello storico locale o a qualche metro di distanza, ma tornerò – promette lo storico fondatore -. Attualmente sono in trattativa con il proprietario per acquistare le mura del locale. A giorni spero di poter chiudere la partita e di comprare lo spazio per poter riaprire. Se non dovesse essere lì, sicuramente troverò un’altra sede per Pizzeria Liceo”.

Ottantatré anni, Calchi ha creato la pizzeria nel 1963. “Mi hanno boicottato perché anche allora c’era la camorra – racconta a Virtù Quotidiane – . Ho dovuto chiudere, temporeggiare un po’, ma alla fine ho aperto ufficialmente nel 1965”. Nel locale lungo via Venezia, proprio di fronte al liceo Classico, Calchi ha cominciato a sfornare pizzette e calzoni che hanno letteralmente pasciuto gli adolescenti della città. A prescindere dalla scuola che frequentavano.

Le mani in pasta le ha messe da piccolissimo, ad appena 11 anni. Dopo essersi temprato nella pizzeria Dreher di corso Vittorio Emanuele, è riuscito a dare vita al suo sogno, creando nel 1963 la sua pizzeria, lì dove è ancora oggi.

Pizzeria Liceo è riuscita a conquistare tutti da subito, già solo con il profumo dei mitici calzoni e pizzette tonde appena sfornate, irresistibile richiamo ad addentarne qualcuno. “Da allora ho aperto 18 locali in giro per l’Italia, tra Firenze, Roma, Bologna, Vasto, San Benedetto, Ortona, L’Aquila. Collaboravo con una società che produceva forni e arredi”. L’ultimo risale a 15 anni fa, di fronte all’ospedale vecchio di Pescara, Ercolino, pizzeria aperta ancora oggi, sotto la presenza e supervisione quotidiana del fondatore, che ha due figli, Roberto, ispettore di polizia e Giampiero, che affianca il papà nel lavoro.

“Sono un mestierante – rivendica Calchi, la cui tempra non è per nulla scalfita dagli anni -. E il segreto delle mie pizzette è proprio il mestiere. In tanti hanno provato a copiarmi, ma nessuno è riuscito a farle uguali. Nessuno. Ricordo che quando cominciai l’attività, si arrancava un po’, ma oggi con questo Covid e le chiusure è davvero una tragedia – prosegue Calchi -. È difficile, ma ora c’è l’intenzione di alzare la testa. Speriamo bene. Io non mi arrendo. Sto bene di salute e sta tutto là”.

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