“STORIE D’ABRUZZO”, A VILLA SANTA LUCIA IL B&B CON MUSEO DEL LUPO E GLI EDITTI DEL 1808 PER LA CATTURA

VILLA SANTA LUCIA DEGLI ABRUZZI – A Carrufo si erano conosciuti, poi sposati ed è qui che sognavano un giorno di ritornare. La storia di Stefano e Antonella comincia nella frazione di Villa Santa Lucia degli Abruzzi, un piccolo borgo in provincia dell’Aquila, tra il Parco nazionale del Gran Sasso e la valle del Tirino, dove oggi vivono stabilmente una quarantina di anime appena.

Stefano Mucciante e Antonella Colantonio, marito e moglie, sono i titolari del bed and breakfast Storie d’Abruzzo, una incantevole struttura ricettiva che ospita turisti italiani e stranieri e che rappresenta soprattutto una scelta di vita, quella di tornare in quel d’Abruzzo dopo circa trent’anni trascorsi a Torino, per motivi di lavoro.

Una vita diversa e molto lontana dall’aria che si respira in paese, tra vicoletti e balconi in fiore, case in muratura ristrutturate e da ristrutturare, la natura circostante ancora incontaminata e una tranquillità che la coppia era solita assaporare solo durante le vacanze estive.

“Sono nato in Francia perché mio padre, di Castel Del Monte, era emigrato al di là delle Alpi per lavorare in miniera, insieme a mia madre, originaria di Villa Santa Lucia”, racconta a Virtù Quotidiane Stefano, attualmente anche vice sindaco del piccolo comune. “Dopo l’esperienza francese, durata dieci anni, ci siamo trasferiti a Torino, dove siamo rimasti per altri trentacinque anni”.

Una famiglia, come tante famiglie abruzzesi emigrate all’estero, che tornava nel borgo natio a cadenza regolare, tutti gli anni, in occasione delle ferie estive, per rivedere i nonni, per gustare i sapori più autentici della terra d’origine, ancora selvaggia e immacolata. È qui che un bel giorno Stefano incontra Antonella, un rapporto vissuto inizialmente a distanza e poi convolato a nozze nel 1985, quando cominciava a prendere forma il sogno di ritornare definitivamente alla vita del piccolo borgo, alle radici.

Nasce così Storie d’Abruzzo, un nome che richiama la passione sempre ardente del titolare per la sua terra.

Negli anni della lontananza, infatti, Stefano ha collezionato cartoline d’epoca e documenti sull’Abruzzo per un totale di oltre diecimila stampe, un patrimonio di grande valenza storica e culturale “utilizzato per promuovere e raccontare la mia terra – racconta – le storie d’Abruzzo appunto, a tutte le persone del nord Italia incuriosite e interessate all’ascolto”.

All’interno del b&b è inoltre possibile visitare un piccolo museo, la Tana del Lupo, che Stefano ha allestito raccogliendo oggetti e materiali d’epoca, sulla pastorizia e sul lupo.

Nella taverna si trovano addirittura alcuni editti originali del 1808 con i quali si premiava con 10 ducati, la moneta dell’epoca, chi avesse catturato un lupo maschio, 15 ducati invece per una lupa femmina, e poi tagliole e pallettoni da fucile risalenti a quegli anni, alcuni giornali, come la Domenica del Corriere, con i fatti di cronaca avvenuti in Abruzzo a causa dei lupi che attaccavano l’uomo e le greggi.

Villa Santa Lucia degli Abruzzi era uno dei luoghi di passaggio dei pastori transumanti che partivano con gli armenti verso la Puglia, “il nostro paese era il braccio di percorso che da Fonte Vetica scendeva a Forca di Penne per ricongiungersi al tratturo Magno”.

“I nostri clienti stranieri sono inglesi, francesi e canadesi, spesso con lontane origini del luogo, ospitiamo inoltre italiani provenienti dalle regioni limitrofe e anche dalla costa”, racconta Stefano. “La situazione attuale, rispetto alla desolazione degli anni passati, è migliorata, c’è più movimento”.

Nella struttura ricettiva risiede anche Baronessa, una dolcissima giumenta nata ad Ofena nel 2009, “membro ufficiale della nostra famiglia e anche delle famiglie dei nostri ospiti che, soprattutto i bambini, ne apprezzano molto la presenza”.

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